Il caso choc
Federica Sciarelli lascia “Chi l’ha visto?”: si chiude un’era lunga 22 anni
Dopo 22 anni alla guida del programma simbolo, lascia chiudendo una “stagione” che ha trasformato la trasmissione in un punto di riferimento anche per inchieste e casi irrisolti
ROMA. Dopo ventidue anni di conduzione, Federica Sciarelli lascia la guida di “Chi l'ha visto?”. La sua uscita segna la fine di una delle esperienze più riconoscibili del servizio pubblico televisivo italiano nel campo della cronaca e del giornalismo investigativo. Dal 2004 a oggi, infatti, il programma di Rai 3, sotto la guida dell’ex giornalista del Tg3, ha progressivamente ampliato il proprio perimetro editoriale, passando dalla segnalazione degli scomparsi all'approfondimento sistematico dei grandi casi irrisolti della cronaca giudiziaria italiana.
Sotto la sua conduzione, la trasmissione nata nel 1989 nella Terza Rete allora diretta da Angelo Guglielmi, ha mantenuto la struttura originaria dell’appello pubblico, ma ha assunto un profilo sempre più marcatamente investigativo, con inchieste che in diversi casi hanno contribuito a riaprire fascicoli giudiziari o a riattivare l’attenzione su vicende archiviate o rimaste prive di risposte definitive.
Il 6 ottobre 2010
Tra i momenti più drammatici della sua conduzione si colloca il 6 ottobre 2010, quando la trasmissione divenne teatro di uno degli episodi più delicati della sua storia. In diretta su Rai 3 fu annunciato il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi. Durante un collegamento, l'inviato comunicò alla madre della ragazza e al pubblico il tragico epilogo della vicenda, avvenuto dopo la confessione di Michele Misseri, che aveva indicato il luogo dell'occultamento del cadavere. La notizia segnò una svolta definitiva nelle indagini su un caso che aveva profondamente scosso l'opinione pubblica italiana sin dalla scomparsa della quindicenne, avvenuta ad Avetrana (Taranto) il 26 agosto 2010.
22 anni
L'arrivo di Federica Sciarelli alla guida del programma, dal 13 settembre 2004, coincide con un cambio di fase. Il format, già consolidato negli anni precedenti, si evolve progressivamente verso una forma di giornalismo televisivo che integra appelli, ricostruzioni e indagini. Tra le tappe più rilevanti del suo percorso si possono individuare alcune direttrici precise. In primo luogo il ritorno ai grandi casi irrisolti della cronaca italiana. Nel corso degli anni il programma ha dedicato ampio spazio a vicende rimaste senza soluzione, riportando all'attenzione pubblica casi come il delitto di Simonetta Cesaroni, il massacro del Circeo, la scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, il caso del mostro di Firenze, l'omicidio di Ilaria Alpi e le vicende legate alla Banda della Magliana. Altro focus sono state le inchieste su scomparse poi rivelatesi omicidi. T
Le inchieste e non solo
Tra questi, le vicende di Yara Gambirasio, Melania Rea, Elisa Claps ed Elena Ceste, che hanno avuto ampia copertura nel programma e forte impatto sull'opinione pubblica. E poi le grandi scomparse ''storiche'' mai risolte. Accanto ai casi giudiziari, "Chi l'ha visto?" ha continuato a seguire dossier rimasti aperti per decenni: Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, Denise Pipitone, Angela Celentano, Cristina Golinucci, Roberta Ragusa, Marina Di Modica, fino a vicende più recenti come Liliana Resinovich e Pierina Paganelli.
Nel corso degli anni il programma condotto da Federica Sciarelli (che dal 2009 era anche autrice della trasmissione) ha dedicato spazio anche alla ricerca dei grandi latitanti di mafia, contribuendo a mantenere alta l'attenzione su figure come Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, attraverso ricostruzioni, testimonianze e aggiornamenti investigativi. Uno degli aspetti più rilevanti della fase Sciarelli è stato l'impatto mediatico di alcune inchieste, che in diversi casi hanno coinciso con nuove testimonianze o con la riapertura di indagini da parte della magistratura. Il programma è diventato, in più occasioni, un canale attraverso cui nuove informazioni sono confluite nelle inchieste giudiziarie. Nel corso del tempo, "Chi l'ha visto?" ha assunto una struttura stabile: da un lato gli appelli per le persone scomparse, dall'altro le ricostruzioni di casi giudiziari complessi. La conduzione di Sciarelli si è caratterizzata per una presenza costante nella costruzione delle puntate e per un rapporto diretto con i familiari delle persone coinvolte, elemento che ha contribuito a definire l'identità del programma. Accanto al lavoro della conduttrice, la redazione e gli inviati hanno svolto un ruolo centrale nella raccolta delle testimonianze e nello sviluppo delle inchieste, costruendo nel tempo un archivio di casi che attraversano decenni di cronaca italiana.
Il riconoscimento in termini di pubblico
Il percorso del programma ha conosciuto anche momenti di particolare riscontro pubblico. Nel 2011 "Chi l'ha visto?" ha ricevuto il Premio Regia Televisiva nella categoria Top Ten, riconoscimento che ha sancito la centralità della trasmissione nel panorama televisivo italiano. E in più occasioni ha registrato share molto alti fino a picchi superiori al 20%. "Chi l'ha visto?" è uno dei programmi più longevi di Rai 3. La prima puntata andò in onda il 30 aprile 1989 e fu presentato come un programma di servizio pubblico dedicato alla ricerca delle persone scomparse e alla raccolta di segnalazioni dei telespettatori. Fin dalle prime edizioni si afferma come un format innovativo, basato sulla partecipazione attiva del pubblico e sull'uso della diretta televisiva come strumento di aiuto concreto. La prima fase fu guidata da Donatella Raffai, affiancata da Paolo Guzzanti, e si caratterizzò per uno stile sobrio e fortemente orientato all'appello. In questi anni il programma diventò rapidamente un punto di riferimento per famiglie e forze dell'ordine. Successivamente, con Luigi Di Majo, la trasmissione consolidò la propria struttura e amplia la parte narrativa dei casi trattati.
Negli anni '90 si susseguirono diverse conduzioni e il programma attraversò una fase di sperimentazione editoriale. Tra i volti che si alternarono figurano anche Giovanna Milella e Alessandra Graziottin, che contribuirono a mantenere saldo il legame con la cronaca civile. Con Marcella De Palma e poi Daniela Poggi, all'inizio degli anni 2000, il programma iniziò a spostarsi progressivamente verso un racconto più complesso delle vicende affrontate. Gli appelli restavano centrali, ma cresceva l'attenzione per i casi irrisolti e per le storie che assumono rilievo giudiziario. È in questo contesto che nel 2004 arrivò la svolta decisiva con Federica Sciarelli alla conduzione. Tra i volti più noti del Tg3, Sciarelli impresse subito una forte impronta giornalistica al programma. E sotto la sua guida, la trasmissione ha mantenuto la funzione originaria ma si è trasformata progressivamente in un laboratorio di inchiesta televisiva. Dopo ventidue anni, l'era Sciarelli si chiude in attesa di passare il testimone.
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