La storia di Irene, imprenditrice toscana di 18 anni: «Sono cresciuta nella natura, all’azienda agricola sogno di aggiungere la fattoria»
Si chiama Irene Calvelli e il 13 maggio ha fondato l’azienda "Mugello in Fiore", avviando un progetto con la coltivazione di ortaggi in serra, il recupero di un oliveto e l’impianto di un frutteto
VICCHIO. A 18 anni è già imprenditrice agricola. Si chiama Irene Calvelli e il 13 maggio ha fondato l’azienda "Mugello in Fiore", avviando un progetto che comprende la coltivazione di ortaggi in serra, il recupero di un oliveto e l’impianto di un frutteto.
Irene, cosa l’ha spinta ad abbracciare il mondo dell’agricoltura?
«È un mondo che mi ha affascinata fin da piccola. Penso che abbiano influito molto anche le abitudini della mia famiglia. Mio padre, per esempio, mi portava in campagna da mio zio per vedere gli animali. Trovarmi tra le galline e il loro adorabile ciuchino mi faceva sentire a casa. Sempre da bambina andavo con mio padre a visitare la cooperativa di Legnaia, a Firenze, dove si dava da mangiare ai cavalli. Prima di trasferirci a Vicchio per intraprendere questa mia avventura lavorativa, io e la mia famiglia vivevamo a Firenze. Sebbene l’amore per la natura e gli animali mi accompagnasse sin da piccola, dopo la scuola media avevo deciso di iscrivermi al liceo artistico anziché all’istituto agrario. Alla fine, fortunatamente, su consiglio della mia famiglia e di una professoressa, decisi di iscrivermi all’Istituto agrario di Firenze».
Come e quanto ha inciso questo percorso di studio?
«Molto. Le materie studiate sono una vera e propria guida per il mio lavoro. L’agrario è stato una svolta nella mia vita, spero di averne un’altra vincendo il bando regionale che finanzierà la mia azienda».
Cos’ha intenzione di fare qualora dovesse vincerlo?
«Innanzitutto, comprerei un trattore e realizzerei delle recinzioni elettriche per l’allevamento. L’ideale sarebbe acquistare fin da subito tutto il materiale necessario per avviare i vari allevamenti: da quello delle galline a quello dei suini. Vorrei anche coltivare un frutteto. Credo che potrebbe dare grandi soddisfazioni e in futuro consentirmi anche di lavorarne i prodotti».
Ha un sogno nel cassetto?
«Vorrei aggiungere all’azienda una fattoria didattica. Mi piacerebbe insegnare ai bambini l’amore e l’empatia che solo gli animali sanno trasmettere. Un altro sogno, sempre legato al mondo animale, è l’allevamento di bovini, ma si tratta di un’attività che richiede molto tempo e investimenti. Per questo, probabilmente, lo inizierò quando intraprenderò gli studi universitari. Dopo il diploma ho deciso di iscrivermi a Scienze agrarie. Essendo una facoltà senza obbligo di frequenza mi permetterà di conciliare studio e lavoro in azienda. Aspetto per me fondamentale».
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