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Toscana

L’emergenza

Incendio alla Delca, Giani: «Analisi di Arpat e Asl in corso». Che tipo di controlli sono previsti

di Lorenzo Carducci

	La nube nella mattina di martedì 9 giugno (foto Stick)
La nube nella mattina di martedì 9 giugno (foto Stick)

Tanta paura per l’incendio in un capannone di rifiuti: tutti i comuni vicini, fino a Pontedera e Pisa, hanno emanato ordinanze cautelative. Fumo ancora in molte zone del Pisano: il punto della situazione

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VICOPISANO. Dal punto di vista dell’impatto visivo e di diffusione dell’allarme, è uno degli incendi “localizzati” più rilevanti che si ricordino sul territorio negli ultimi anni, quello scoppiato ieri mattina, 8 giugno, in un magazzino di stoccaggio rifiuti della Delca Energy nella zona industriale di Lugnano, a Vicopisano. E anche se non ha niente a che vedere col rogo sul Monte Faeta, l’enorme colonna di fumo nero e denso che si è alzata poco dopo le 9 – visibile non solo in gran parte della provincia ma anche da Livorno – ha risvegliato nei cittadini la stessa paura.

Cosa è successo

A prendere fuoco sono state le cosiddette ecoballe, agglomerati di rifiuti in plastica (dalle dimensioni di circa un metro per un metro e dal peso di centinaia di chili) che vengono pressati e stoccati in un’area apposita in attesa della loro nuova destinazione: l’inceneritore, gli scarti, o il riuso, quelli riciclabili. Di ecoballe ne contiene a centinaia il capannone da circa 5mila metri quadrati dove ieri si è scatenato l’inferno, con fiamme altissime, da scene apocalittiche che si sono propagate in poco tempo e che complice l’elevata infiammabilità del materiale si sono poi alimentate a ritmo forsennato.

È parso chiaro fin da subito che la situazione non potesse essere controllata dal personale dell’azienda, costretto a evacuare la sede di via Masaccio – seguito da quello delle ditte più vicine – mentre la colonna di fumo saliva creando nel cielo un’inquietante autostrada nera.

L’emergenza

Per fortuna nessuna persona è rimasta coinvolta o ferita, in un’emergenza che ha richiesto un vasto dispiegamento di uomini e mezzi da parte dei vigili del fuoco: dal distaccamento dell’aeroporto di Pisa è poi arrivato un mezzo Dragon con liquido schiumogeno, per contribuire a tenere il più possibile sotto osservazione un incendio che almeno ieri è stato possibile solo contenere. Soprattutto quando il fuoco ha fatto crollare la struttura del capannone, rischiando un minaccioso abbassamento del fumo. Saranno gli accertamenti, probabilmente a fiamme spente, a chiarire le cause dell’innesco. Intanto, il fumo è ancora presente in molte zone del Pisano.

Giani: «Analisi in corso»

Sull'incendio Eugenio Giani e Bernard Dika intervengono sui social: «Proseguono le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’incendio che da ieri interessa la Delta Energy di Vicopisano. I Vigili del Fuoco continuano a lavorare sul rogo, mentre dalla zona si leva ancora una densa colonna di fumo. Sul posto sono impiegate anche le forze del sistema regionale di Protezione Civile della Toscana. In corso le analisi ambientali di Arpat e Asl Toscana Nord Ovest, resta confermata la raccomandazione alla popolazione di tenere chiuse porte e finestre nelle aree interessate dalla presenza di fumo. Un ringraziamento a tutti gli operatori coinvolti, impegnati senza sosta nelle attività di intervento, supporto e messa in sicurezza».

I controlli previsti

Dalla Regione spiegano ancora «Arpat e Asl Toscana Nord Ovest, attivate fin da ieri, proseguono i campionamenti nelle aree interessate dalla scia del fumo, con verifiche in corso fino alla mattina di domani per valutare eventuali ricadute ambientali. I controlli previsti dal protocollo operativo riguardano la ricerca di IPA (idrocarburi policiclici aromatici), PCDD/F (diossine e furani) e PCB (policlorobifenili): sostanze inquinanti che possono generarsi durante un incendio e che vengono monitorate per valutarne l’eventuale impatto sull’ambiente».

La probabile causa

Secondo Federico Marchetti, dipendente della Delca rimasto a dare una mano per agevolare il ricambio dei mezzi, si tratta di «autocombustione di materiale plastico. Purtroppo può capitare, era successo qualche anno fa anche se con altro materiale. Siamo intervenuti subito ma non si poteva fare niente» dice. Dai vertici dell’azienda del Gruppo EcoEridania, nata nel 2015 e dedita al recupero e alla preparazione per il riciclaggio di materiale plastico – e che in tutto conta poco più di trenta dipendenti –, nessun commento. Di certezze al momento non ce ne sono ed è anche per questo che il prima possibile saranno visionate le telecamere.

Ordinanze e scuole chiuse

L’incendio ha messo in massima allerta non soltanto il Comune di Vicopisano, ma anche quelli vicini: San Giuliano, Buti, Calci, Calcinaia, Cascina, Pontedera e Pisa. Tutti hanno adottato ordinanze per invitare le persone a tenere le finestre chiuse e a limitare l’attività all’aperto. Nel caso di Vicopisano, poi, è stata disposta anche la chiusura delle scuole. Dopo una riunione in prefettura del pomeriggio si è deciso che oggi, 9 giugno, alunni e studenti resteranno a casa nei comuni di Vicopisano e Cascina. Scuole chiuse anche a Calcinaia.

Intanto, alle 9 di mercoledì 9 giugno, dal Comune di San Giuliano fanno sapere: «A causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e del nuovo arrivo di fumo sul nostro territorio proveniente dall’incendio di Lugnano, si informa che a breve verrà emessa un’ordinanza di chiusura delle scuole. Si raccomanda alla popolazione, fino a nuova comunicazione, di continuare ad adottare le stesse precauzioni indicate nella giornata di ieri, limitando per quanto possibile le attività all’aperto e mantenendo chiusi porte e finestre in presenza di fumo».

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