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Italia, non è un paese per mestieri tecnici-pratici: la lista dei 10 lavoratori “introvabili” nel nostro paese

di Redazione web
Italia, non è un paese per mestieri tecnici-pratici: la lista dei 10 lavoratori “introvabili” nel nostro paese

Una recente indagine realizzata dal Cno insieme a Skuola.net ha evidenziato che uno studente delle superiori su due (48,9%) esclude in partenza la possibilità di intraprendere un mestiere tecnico-pratico

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ITALIA. Cercasi idraulici, ma non solo: la difficoltà nel trovare personale qualificato non riguarda più soltanto i piccoli contesti quotidiani, bensì anche le grandi aziende. Anche nel 2026, infatti, l’elenco delle professioni più difficili da reperire sul mercato del lavoro continua a essere dominato da figure tecnico-operative. A confermarlo è il nuovo Osservatorio del Centro Nazionale Orientamento Elis, ente di formazione che riunisce oltre 130 realtà tra grandi gruppi industriali, Pmi, università e centri di ricerca attivi soprattutto nei settori digitale, energia, infrastrutture, finanza e trasporti.

Il report 2026 sul mercato del lavoro in Italia

Secondo il report, le imprese fanno sempre più fatica ad assumere professionisti come autisti del trasporto pubblico, manutentori, elettricisti, idraulici e saldatori. Diversamente rispetto al 2025, sembra invece diminuire la carenza di camerieri, addetti alle vendite e tecnici specializzati negli impianti fotovoltaici e nella fibra ottica, professioni che quest’anno escono dalla classifica delle più “introvabili”.

Un quadro che non sorprende gli osservatori del settore. Una recente indagine realizzata dal Cno insieme a Skuola.net ha infatti evidenziato come quasi uno studente delle superiori su due (48,9%) escluda in partenza la possibilità di intraprendere un mestiere tecnico-pratico. Un dato in crescita di quasi il 20% rispetto all’anno precedente, che conferma il progressivo disinteresse dei giovani verso queste professioni.

Le professioni tecniche più difficili da reperire

Ma quali sono queste famose professioni per cui le aziende faticano a trovare candidati? Ecco la classifica elaborata da Elis, in ordine di vacancy, ovvero la quantità di posti mancanti stimati:

  1. Operaio edile (inclusi carpentieri, escavatoristi, ecc.). La medaglia d'oro degli introvabili va a chi materialmente costruisce le nostre città e tiene in piedi le nostre case. Senza gli operatori del cantiere, i grandi progetti infrastrutturali rischiano di restare bloccati sulla carta.
  2. Manutentore industriale. Le fabbriche italiane, in alcuni settori vero e proprio fiore all'occhiello nel mondo, hanno costantemente bisogno di mani esperte per evitare il fermo macchine. Eppure, la carenza di questi profili tecnici, chiamati a riparare e supervisionare le linee di produzione sul lungo periodo, potrebbe presto mettere in seria difficoltà l'intero comparto manifatturiero.
  3.  Impiantista elettrico/elettricista. Dalle abitazioni private ai grandi capannoni industriali, l'energia deve scorrere in totale sicurezza. Peccato che gli esperti che installano, aggiornano e riparano questi impianti complessi siano diventati una vera e propria rarità sul mercato del lavoro.
  4. Saldatore. L'unione di componenti metalliche richiede precisione assoluta e competenze non indifferenti. Se i robot hanno imparato a farlo benissimo in fabbrica su oggetti di dimensioni contenute, ci sono settori in cui questo è letteralmente impossibile: cantieri marittimi, edilizia e grande industria. Anche in un Paese altamente tecnologico come gli Stati Uniti ha fatto scalpore la storia di una scuola professionale per saldatori che, al primo impiego, assicura ai suoi diplomati uno stipendio uguale, o persino superiore, a quello di un laureato al college.
  5. Meccanico specializzato. Riparare veicoli o macchinari complessi non è più 'solo' un lavoro manuale, ma un'attività che fonde meccanica e alta tecnologia, in campo elettrico ed elettronico. In una parola: meccatronica. Le aziende del settore automotive e dell'industria di precisione sono alla continua ricerca di queste figure. Che, purtroppo, sono altrettanto costantemente scarse in termini numerici.
  6. Impiantista idraulico. Quando si parla di idraulica, oggi, non ci si riferisce più solo alla riparazione di tubature domestiche. Spesso, infatti, si tratta di dover gestire complessi sistemi termoidraulici, vitali per la transizione ecologica e l'efficientamento energetico degli edifici e delle aziende. Un settore, dunque, in fortissima espansione che però denuncia un vuoto di decine di migliaia di addetti qualificati.
  7. Tecnico di automazione. I robot e le linee automatizzate dominano l'Industria 4.0, ma per controllarli servono esseri umani preparatissimi. Questo specialista ibrido, che si muove con disinvoltura tra informatica, elettronica e meccanica, è attualmente tra i più contesi dai 'cacciatori di teste'.
  8. Programmatore Cnc. Tradurre un disegno al computer in istruzioni digitali per un macchinario di altissima precisione: è questo il ruolo essenziale dei programmatori a controllo numerico (Cnc). Un mestiere che unisce sapientemente intelligenza digitale e cuore manifatturiero. Peccato che sia ancora molto snobbato dai più giovani, che invece potrebbero avere una predisposizione naturale per svolgerlo.
  9. Tecnico di laboratorio controllo qualità. Il 'Made in Italy' si basa sull'eccellenza, e sono proprio questi specialisti a certificarla. Senza professionisti attenti ai dettagli, che testano e garantiscono gli standard qualitativi delle produzioni, le filiere rischiano di subire pericolose battute d'arresto. Il problema è che sul mercato ce ne sono molti meno di quanti ne servirebbero.

  10. Autista di mezzi pubblici. La mobilità sostenibile (non solo dal punto di vista ecologico) nelle nostre città dipende, anche e soprattutto, dagli addetti al trasporto pubblico: conducenti di autobus, tram e metro. Una professione che è sempre a contatto con i cittadini e fondamentale per la vita urbana, ma che fatica enormemente a trovare un adeguato ricambio generazionale. Ormai da anni. E attenzione, la guida autonoma in contesti complessi e imprevedibili come le nostre città è ancora al di là da venire.

Perché le imprese non trovano candidati qualificati

Le figure professionali fin qui citate non risultano difficili da reperire soltanto in particolari territori o comparti produttivi: si tratta di una mancanza ormai strutturale e diffusa. L’indagine realizzata dal Centro Nazionale Orientamento Elis insieme a Skuola.net prende infatti in esame il fabbisogno occupazionale espresso da 103 aziende del Consorzio Elis e da numerose imprese partner, mettendolo a confronto con i dati raccolti da importanti agenzie per il lavoro aderenti al Consorzio, tra cui Gi Group, Manpower Italia, Orienta, Randstad Italia e Umana. Lo studio integra inoltre le statistiche della piattaforma Siisl del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le analisi periodiche di Unioncamere e Confcommercio.

Il risultato è un quadro che evidenzia come queste opportunità lavorative non siano legate a fenomeni momentanei o a singoli settori, ma rappresentino professioni con prospettive solide e durature nel tempo. Una situazione molto diversa rispetto ad alcuni percorsi teorico-culturali, ancora oggi tra i più ambiti dai giovani, ma destinati a essere profondamente trasformati, sul piano occupazionale, dalla diffusione dell’intelligenza artificiale.

“Le proiezioni di Anthropic, tra i big dell’Intelligenza Artificiale, prevedono un impatto estremamente ridotto dell’IA soprattutto sui mestieri tecnici, che sono peraltro estremamente richiesti dal mercato – osserva Pietro Cum –. Un motivo in più per riscoprire queste professioni, considerate troppo spesso una scelta di ripiego, quando invece sono indispensabili al Paese e di grande soddisfazione, anche economica, per chi le svolge".

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