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L'editoriale

Il lavoro sia motore di dignità e progresso

di Cristiano Marcacci

	Il presidente Mattarella
Il presidente Mattarella

La città di Pontedera che si veste d’orgoglio per la visita del Presidente Mattarella è uno dei cuori pulsanti del sistema industriale italiano

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Il Presidente della Repubblica torna in Toscana. Torna a Pontedera, terra del suo predecessore Giovanni Gronchi, inquilino del Quirinale dal 1955 al 1962, alla cui figura Sergio Mattarella aveva reso omaggio nella precedente visita del 2018, quando ebbe modo di incontrare anche una rappresentanza di studenti alla biblioteca intitolata proprio al Capo dello Stato morto 40 anni prima, nel 1978.

La città che oggi si veste d’orgoglio per la visita del Presidente è uno dei cuori pulsanti del sistema industriale italiano, è la sede del Gruppo Piaggio e del suo principale stabilimento e centro di eccellenza per il design e la produzione di numerosi veicoli e motocicli che hanno accompagnato intere generazioni e la storia dello sviluppo economico e sociale del Paese. Tra questi spicca ovviamente la Vespa, che proprio in questi giorni celebra il suo 80° compleanno. Era infatti il 23 aprile 1946 quando la creazione dell’ingegner Corradino D’Ascanio, specializzato in elicotteri e aviazione, depositò il brevetto di quel mezzo su due ruote destinato a ritagliarsi il ruolo di icona del made in Italy con oltre venti milioni di esemplari venduti in circa otto decenni.

Nonostante odiasse le motociclette, considerate scomode e ingombranti, D’Ascanio non si tirò indietro di fronte alla proposta di Enrico Piaggio, il quale gli affidò il compito di progettare un mezzo di trasporto economico. Il genio si mise in moto, non solo metaforicamente, ed ecco la creazione di un motociclo con cambio sul manubrio, carrozzeria in lamiera stampata e motore protetto, adeguato alla guida di chiunque, anche una donna in gonna o un uomo in abito, senza il rischio di sporcarsi. Un successo straordinario, strepitoso, inaspettato, che ha fatto diventare la Vespa non solo un prodotto e un marchio globali, ma anche un oggetto di stile associato al “vivere italiano” e il simbolo di un vero e proprio fenomeno culturale e di emancipazione sociale.

Sulla due ruote più famosa al mondo, celebrata più volte nella musica e nel cinema, Toscana e Piaggio hanno saputo far salire donne e uomini di tutte le età, abbattendo confini territoriali e di mentalità, sotto un’unica egida, quella della libertà e dell’ottimismo, che continua a rinnovare costantemente un’eredità viva da cui vengono suggerite impostazioni culturali, tendenze e persone. Oggi, alla vigilia del Primo Maggio, ci vengono in mente soprattutto le persone di Pontedera, le cui laboriosità, assiduità e dedizione sono state determinanti per il raggiungimento di una così sfavillante storia lunga 80 anni.

Da giorni ci contagia l’emozione di una comunità, quella di tutta la provincia di Pisa, che ha reagito con comprensibili eccitazione e trepidazione alla notizia che il Presidente della Repubblica avesse scelto Pontedera e il suo distretto industriale per la celebrazione istituzionale e ufficiale della Festa dei Lavoratori, che oggi vuole essere ancor di più un omaggio sentito, partecipato e attivo al diritto ad un lavoro sicuro e alla propria dignità lavorativa. Una data significativa per riflettere sulle conquiste già acquisite, ma non per questo da dare per scontate, e su quelle ancora da raggiungere, come in primo luogo una drastica riduzione delle morti e dei gravi infortuni sul lavoro. Per dirla con il Presidente Mattarella non sono più tollerabili né indifferenza, né rassegnazione.

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