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Toscana, Rc auto da record: è la regione più cara – Le province dove si spende di più

di Federico Lazzotti
Toscana, Rc auto da record: è la regione più cara – Le province dove si spende di più

A Prato cifre altissime: in media si spendono 215 euro in più rispetto a Siena per una polizza annuale

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TOSCANA. Stesso modello di auto medesima classe di merito. Eppure se risiedi in provincia di Prato, oppure in quella di Siena, cambia, e di parecchio, quando devi sottoscrivere la polizza Rc annuale. Addirittura, secondo i dati Ivass, l’Istituto per la vigilanza delle assicurazioni, c’è, in media, una differenza di oltre 215 euro: 593 contro 377 euro. In pratica ogni chilometro che da Siena si percorre verso Prato - sono distanti 85 chilometri - la polizza lievita di 2,50 euro. Una cosa enorme. In mezzo a questi due estremi che si collocano - Prato ben al di sopra della media nazionale e Siena al di sotto - galleggiano le altre province toscane: sette su dieci sopra la media nazionale di 432 euro l’anno. Tanto che il premio medio più elevato in Italia si trova proprio in Toscana, Lazio e Campania.

Prezzi in aumento

Sono questi alcuni dei dati pubblicati dall’istituto di vigilanza e pubblicati da Assoutenti che registra un aumento su base annua del 3, 5% nel quarto trimestre del 2025. «I numeri dell’Ivass ci dicono che nonostante il calo costante dell’incidentalità sulle strade italiane, i prezzi delle polizze continuano a salire senza sosta – afferma il presidente Gabriele Melluso –. Dati che dimostrano l’esigenza di un cambio di rotta, partendo dal rendere facoltativo l’indennizzo diretto, sistema che genera costi amministrativi maggiori rispetto alla procedura tradizionale, senza offrire vantaggi reali al cittadino, e avviando una radicale riforma dell’autorità della vigilanza con una governance composta da personalità indipendenti dal mondo assicurativo».

I numeri in ogni provincia

Andando nello specifico, gli incrementi più elevati a livello italiano si registrano a Enna (+8, 5%), Roma (+6,1%), Frosinone, Milano e Novara (+5,2%). Ma guardando la classifica emerge per la Toscana un dato preoccupante: nelle prime dieci posizioni ci sono sei città della nostra regione. Vale a dire: Prato che è seconda e tra le poche province dove si registra un lievissimo calo, Pistoia quarta, seguita da Massa-Carrara e Firenze, mentre Lucca e Pisa sono rispettivamente ottava e nona.

Divario territoriale

Permane, in ogni caso, un divario territoriale evidente: a Napoli il premio medio è superiore di 252 euro rispetto ad Aosta. E il differenziale è stabile rispetto al quarto trimestre del 2024 e si riduce rispetto al 2012 del 50,4%. La diffusione della scatola nera rimane stabile, con un tasso di penetrazione pari al 17,7%. La percentuale di contratti che prevede una scatola nera è particolarmente elevata in alcune province del Mezzogiorno, tra cui Caserta (59,5%) e Napoli (48,1%) . Il 91,3% dei contratti prevede l’applicazione di uno sconto. Lo sconto medio concesso dalle imprese è pari a 226 euro, corrispondente al 40% del premio di tariffa. La componente commerciale rappresenta il 68% dello sconto medio.

Tutti i dati

Dopo una fase di accentuato aumento dal 2013, l’incidenza dello sconto è ora stabile. Il canale agenziale intermedia l’86% dei contratti, gli sportelli bancari e postali l’11,1% e il canale diretto il 3%. Il prezzo medio è pari a 355 euro per i motocicli e 236 euro per i ciclomotori, con incrementi annui rispettivamente dell’11,3% e dell’8,6%. Il 72,3% degli assicurati con ciclomotori e il 75,1% dei motocicli è assegnato alla prima classe di merito.

Per confronto, la prima classe per le autovetture raccoglie l’87,1% degli assicurati. Per tutti i veicoli a due ruote, in metà delle province i prezzi sono in media inferiori a 277 euro. Le province con i prezzi più elevati (tra 320 e 600 euro) sono prevalentemente nel Sud e in Sicilia.

Nel resto del Paese sono più onerose le province di Roma, Latina, Firenze, Prato e Genova. Gli aumenti più marcati si concentrano nel Lazio, in alcune province della Lombardia e nel Sud . Il 79,5% dei contratti è sottoscritto mediante il canale agenziale. La distribuzione diretta rappresenta il 14,6%, mentre il canale bancario/postale rimane residuale. 

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