Katy Perry a Roma, la festa privata e lo strano “lancio” nella Fontana di Trevi
La cantante americana è stata la guest star della Vorwerk International Award Night, la serata di gala organizzata alla Nuvola di Fuksas
ROMA. Il blitz romano di Katy Perry, arrivata a Roma con un volo privato da New York per una permanenza lampo di appena ventiquattro ore, ha riportato sotto i riflettori un fenomeno che da anni attraversa il mondo dello spettacolo: le superstar ingaggiate per feste private, convention aziendali e celebrazioni miliardarie.
La festa
La cantante americana è stata la guest star della Vorwerk International Award Night, la serata di gala organizzata alla Nuvola di Fuksas per premiare i migliori venditori globali del gruppo tedesco che produce Bimby e Folletto. Un evento blindato, riservato esclusivamente agli ospiti dell’azienda, che ha trasformato per una notte l’Eur in un’arena pop per pochi.
Il video virale
Eppure, a fare il giro del mondo non è stata la performance, ma il video girato alla Fontana di Trevi: durante una passeggiata notturna “in incognito”, Katy Perry si è accorta di non avere monete e, pur di rispettare la tradizione del lancio, ha finto di immergere la carta di credito nell’acqua, pubblicando tutto sui social. Solo grazie al video diventato virale, la stampa ha indagato sul motivo che aveva portato la cantante a Roma, scoprendo che si è trattato di una convention aziendale.
Una moda in crescita
Il blitz romano di Katy Perry è diventato così uno dei rari casi in cui questi eventi che trasformano le popstar in attrazioni private per chi può permetterselo (e che in realtà sono molto più comuni di quanto si pensi) vengono resi pubblici. Spesso infatti la riservatezza e il divieto di pubblicare foto e video sono parte dell’accordo per tutelare l’immagine della star. Altre volte, il divieto non c’è ma la libertà di scattare foto e video viene pagata a caro prezzo.
Ingaggiare star è un’abitudine consolidata tra miliardari e grandi gruppi internazionali, disposti a spendere cifre che spesso superano il budget di un intero tour di un artista medio. Non si paga solo la performance, ma anche la logistica a “cinque stelle” e il rischio d’immagine che alcuni di questi eventi comportano.
L’esempio più recente è quello di Rihanna, chiamata nel 2024 dalla famiglia Ambani – la più ricca dell’India – per i festeggiamenti prematrimoniali del figlio Anant: per un set di circa novanta minuti, la cantante avrebbe incassato, secondo le cronache, tra gli otto e i nove milioni di dollari, una cifra che ha fatto il giro del mondo anche perché Rihanna non si esibiva in un concerto completo da anni. Gli Ambani non sono nuovi a queste operazioni: nel 2018 avevano già ingaggiato Beyoncé per il matrimonio della figlia Isha, con un cachet stimato tra i quattro e i sei milioni di dollari.
Nel 2002 il texano David Bonderman pagò, secondo le indiscrezioni dell’epoca, circa sette milioni di dollari per avere i Rolling Stones al suo sessantesimo compleanno: si disse che la band accettò con uno “sconto”, perché l’evento era considerato una festa privata e non un concerto commerciale. Anche Jennifer Lopez è da anni una delle artiste più richieste per matrimoni e compleanni di oligarchi e leader mondiali. Nel 2013 cantò “Happy Birthday” al presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdimuhamedov per un compenso stimato di circa un milione e mezzo di dollari, scatenando polemiche internazionali per via della situazione dei diritti umani nel Paese.
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