Gratta e Vinci, pensa di aver vinto mezzo milione e arriva anche la tv: ma è tutto un errore...di lettura
Le verifiche dei Monopoli hanno smontato in poche ore un caso che aveva acceso l’attenzione nazionale: nessun premio milionario, solo un numero mal interpretato e un’indagine destinata a chiudersi senza strascichi
Il sogno di una vincita da mezzo milione di euro, a Carsoli, in provincia de L’Aquila, in Abruzzo, si è dissolto nel giro di alcuni giorni. Quello che sembrava un biglietto Gratta e Vinci fortunato si è rivelato invece un semplice errore di interpretazione. A chiarire definitivamente la vicenda è stata l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha esaminato il tagliando consegnato in banca dalla presunta vincitrice per l’incasso del premio. Il responso è stato netto: nessuna vincita, perché il numero che appariva collegato al premio massimo non era quello corretto. Il “13” che aveva fatto scattare l’entusiasmo era in realtà un 43 non completamente grattato, come riportato dal quotidiano Il Centro. Un dettaglio minimo, ma sufficiente a cambiare completamente la storia.
Il regalo dell’8 marzo e la denuncia
La vicenda aveva assunto toni ben più seri fin dall’inizio. Il biglietto era stato acquistato da un uomo di origine romena, che lo aveva donato alla compagna l’8 marzo, al posto del tradizionale mazzo di mimose. Dopo aver grattato il tagliando e creduto di aver centrato il premio da 500mila euro, la donna si era allontanata senza più farsi trovare. L’uomo sosteneva che tra loro ci fosse un accordo: in caso di vincita, avrebbero diviso la somma. Non riuscendo più a contattarla, aveva presentato denuncia. La Procura di Avezzano aveva quindi avviato gli accertamenti, affidati alla Guardia di Finanza.
Il caso diventa nazionale
Nel frattempo, la storia aveva attirato l’attenzione dei media di tutta Italia. La ricevitoria confermava l’autenticità del biglietto, ma non entrava nel merito della coppia. La donna risultava irreperibile, l’uomo non rispondeva alle chiamate, e intorno alla vicenda si era creato un clima di mistero che aveva alimentato curiosità e supposizioni. Molti si chiedevano chi avesse diritto al premio, dove fosse finita la presunta vincitrice e se il contenzioso sarebbe finito in tribunale.
La verifica dei Monopoli chiude ogni discussione
La procedura per le vincite elevate prevede che i biglietti vengano inviati all’Ufficio Premi di Roma o depositati in banca in attesa delle verifiche ufficiali. È proprio questo passaggio ad aver permesso di smontare l’intera vicenda. Gli esperti dell’Agenzia hanno controllato il tagliando e stabilito che non c’era alcun premio da riscuotere. Di conseguenza, non esiste più alcuna controversia: niente soldi, niente divisioni, niente battaglie legali.
Una storia che si sgonfia dopo giorni di clamore
Dopo aver infiammato social e giornali, il caso si è chiuso nel modo più semplice: con un equivoco.
Un numero letto male, un biglietto interpretato in modo errato e una vicenda che, da potenziale giallo, si è trasformata in un nulla di fatto. Carsoli torna così alla normalità, mentre la storia del “gratta e vinci fantasma” resta come esempio di quanto velocemente un episodio locale possa diventare un caso nazionale.
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