Rixi: «Portuali, guardiamo alle esperienze di altri Paesi»
Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto al convegno “AvantiPorto” promosso dalla Filt Cgil
Nella legge di riforma del settore portuale, che inizierà a muovere i primi passi parlamentari nelle prossime settimane, si potrebbe parlare anche del ruolo dei portuali. Un ruolo che potrebbe essere modificato anche alla luce di quanto avviene in altri Paesi.
Lo ha anticipato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, intervenendo a Genova al convegno promosso dalla Filt Cgil “AvantiPorto”.
“Le compagnie portuali – ha esordito Rixi – sono centrali nello sviluppo di un sistema che sia flessibile sui volumi di traffico, tipico dei nostri porti. Ovviamente abbiamo bisogno di aggiornarci, in un mondo che è geopoliticamente complesso e che ha avuto negli ultimi anni molte più crisi che nei trenta anni precedenti. Bisogna quindi fare in modo che le compagnie possano avere in qualsiasi condizione di traffico la copertura dei costi soprattutto per l’avviamento dei lavoratori. Ciò, per dare una prospettiva non solo di vita e di tranquillità, ma anche per investimenti di medio e lungo periodo, necessari per aggiornare la formazione dei lavoratori verso le nuove tecnologie che oggi stanno entrando nel settore marittimo. Per far questo, noi pensiamo che copiare alcuni modelli presenti in altri Paesi su un cambiamento del costo dell’ora/lavoro a seconda dell’andamento dei volumi di traffico, possa contribuire a determinare una stabilità”.
“Negli ultimi anni – ha proseguito il viceministro – abbiamo dovuto prorogare l’ex articolo 199 (il cosiddetto “Decreto Ristori” che assicura una copertura economica di 90 euro per ciascuna giornata non lavorata rispetto allo stesso periodo del 2019, era pre-Covid, ndr). È evidente che in questo momento per noi è fondamentale iniziare a parlare di lavoro portuale e magari di farlo anche all’interno della riforma se il mondo del lavoro lo vorrà, per individuare alcuni obbiettivi: svecchiare la manodopera, cercare di incentivare i giovani al tema del lavoro portuale e cercare di dare tranquillità alle Compagnie per investire sulla formazione delle maestranze”.
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