Soldi
Finto rimborso Amazon, arriva un assegno a casa: ecco la truffa che ti svuota il conto
La comunicazione indicava una scadenza per incassare l’assegno, invitando poi a completare la procedura tramite un sito web con accredito via PayPal: la segnalazione di Adiconsum
Un assegno falso da 51 dollari, presentato come rimborso Amazon Prime, è al centro di una truffa segnalata da Adiconsum tra Modena e Reggio Emilia: il tentativo espone le vittime al rischio di perdere denaro e di cedere dati personali. Il caso riguarda una donna di Formigine che si è vista consegnare a mano una busta da un giovane ben vestito.
All’interno c’erano un assegno statunitense, emesso da una banca dell’Ohio, e una lettera in inglese che citava la Federal Trade Commission, un accordo con Amazon e un presunto rimborso legato al servizio Prime. La comunicazione indicava una scadenza per incassare l’assegno, invitando poi a completare la procedura tramite un sito web con accredito via PayPal.
Una truffa costruita su elementi reali
Il raggiro sfrutta una base veritiera: la causa della Federal Trade Commission contro Amazon esiste davvero e prevede un rimborso di 51 dollari, ma esclusivamente per clienti residenti negli Stati Uniti. Questo dettaglio rende la truffa particolarmente credibile. Insospettita dalle modalità di consegna, la donna ha segnalato tutto ai carabinieri e ad Adiconsum. Le verifiche hanno confermato che si tratta di un falso ben costruito.
I due rischi: soldi e dati personali
Secondo Adiconsum, il meccanismo punta a due obiettivi. Il primo è l’“overpayment scam”: la vittima deposita l’assegno, riceve temporaneamente i soldi e viene poi contattata dai truffatori con la richiesta di restituire una somma per un presunto errore. Quando l’assegno risulta falso, il denaro è già stato perso e la banca può chiedere indietro l’importo accreditato. Il secondo è il phishing: i link indicati nella lettera portano a siti che raccolgono dati sensibili, come credenziali bancarie, password e informazioni personali.
L’allarme di Adiconsum
L’associazione invita a non incassare assegni sospetti, a non cliccare sui link indicati e a segnalare immediatamente casi simili. Un elemento chiave resta la consegna: notifiche a mano senza documentazione ufficiale non hanno alcun valore legale. Il consiglio è di verificare sempre l’origine delle comunicazioni e diffidare da rimborsi inattesi, anche quando sembrano supportati da informazioni reali.
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