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Messina (Assarmatori): «Rafforzare la presenza della missione europea Aspides»

di Maurizio Campogiani

	Stefano Messina
Stefano Messina

Cresce la preoccupazione per gli effetti sulla navigazione e sui commerci che sta avendo la guerra in Medio Oriente

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Passano i giorni e aumenta la preoccupazione. La guerra in Medio Oriente e le enormi difficoltà di navigazione che si riscontrano nello stretto di Hormuz e non solo hanno fatto salire il livello di allarme tra i massimi operatori del settore. Stefano Messina, presidente di Assarmatori, l’associazione che rappresenta gli armatori italiani, dell’Unione Europea e dei Paesi terzi che operano con regolari servizi marittimi in Italia, fornisce la sua chiave di lettura rispetto a quanto sta avvenendo.

«Seguiamo da vicino – esordisce – l’evoluzione della crisi, con un lavoro continuo insieme alle compagnie di navigazione e in stretto coordinamento con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, oltre che con la rete diplomatica italiana, che sta dimostrando grande efficacia operativa. I contatti e lo scambio di informazioni sono costanti anche all’interno del Comitato Interministeriale per la Sicurezza Marittima».

Qual è l’aspetto più importante della questione?

«In questo scenario la tutela degli equipaggi rimane il punto fermo da cui discende ogni scelta operativa. Proprio per questo, si evita l’esposizione delle navi alle aree più critiche, con l’individuazione di rotte alternative. Lo Stretto di Hormuz, pur non essendo formalmente interdetto, registra una drastica riduzione dei passaggi: il traffico si è quasi azzerato rispetto ai livelli precedenti, con transiti riconducibili in larga parte a interessi iraniani. Non emergono, allo stato attuale, riscontri su presunti canali di dialogo tra Italia e Iran di cui si è parlato, né si intravedono segnali concreti di una normalizzazione a breve».

Cosa è possibile fare nel frattempo?

«Le criticità non riguardano però solo Hormuz e anche Bab el-Mandeb resta sotto osservazione per il rischio di nuove azioni da parte degli Houthi. In quest’area, il coordinamento tra marina mercantile e Marina Militare, impegnata nella missione europea Operazione Aspides, continua a essere un elemento essenziale di mitigazione del rischio. In linea con quanto evidenziato nelle ultime ore dalla premier Meloni, condividiamo l’ipotesi di rafforzare ulteriormente la presenza della missione Aspides nel tratto di Bab el-Mandeb, ribadendo nel contempo l’importanza che nello Stretto di Hormuz venga garantita la libertà di navigazione».

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