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Richiami alimentari
L’avviso

Richiamo urgente di pesce per possibile contaminazione: non consumare questo prodotto

di Redazione web

	Pesce ritirato dal mercato (Foto di repertorio)
Pesce ritirato dal mercato (Foto di repertorio)

Chiunque sia in possesso dei lotti indicati non deve consumare il prodotto e deve restituirlo al fornitore

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Il Ministero della Salute ha diffuso un richiamo riguardante alcuni lotti di gambero bianco congelato commercializzati da Giacalone Luciano Group Srl, a causa della presenza di solfiti oltre i limiti di legge. Il provvedimento è datato 6 marzo 2026 e riguarda prodotti destinati principalmente ai grossisti.

Prodotti e lotti coinvolti

Il richiamo interessa il Gambero Bianco Pasiphaea rivado FAV, venduto come gambero bianco congelato, con i seguenti lotti:

  • GG-2026000926 con scadenza 16 agosto 2027
  • GG-2026000895 con scadenza 20 agosto 2027

Entrambi i lotti sono stati prodotti nello stabilimento di Mazara del Vallo (TP), identificato dal marchio IT Y3J81 CE .

Le confezioni richiamate presentano pesi e formati differenti:

Lotto GG-2026000926: 8 colli, ciascuno con 8 vaschette da 1,5 kg (totale 96 kg)

Lotto GG-2026000895: 10 colli, ciascuno con 10 vaschette da 1,5 kg (totale 150 kg)

Motivo del richiamo

Il documento segnala la presenza di solfito superiore al limite di legge, motivo per cui il prodotto non deve essere consumato. I solfiti sono additivi utilizzati come conservanti, ma oltre una certa soglia possono rappresentare un rischio soprattutto per soggetti allergici o sensibili.

Cosa devono fare grossisti e consumatori

L’avvertenza contenuta nel modulo è chiara: chiunque sia in possesso dei lotti indicati non deve consumare il prodotto e deve restituirlo al fornitore, ovvero alla sede della Giacalone Luciano Group Srl . Il richiamo riguarda quindi sia gli operatori della filiera sia eventuali consumatori finali che abbiano acquistato il prodotto tramite canali professionali. I richiami per eccesso di solfiti sono tra i più frequenti nel settore ittico congelato, soprattutto per prodotti che subiscono processi di conservazione prolungati. La normativa europea impone limiti precisi per tutelare la salute dei consumatori, in particolare di chi può manifestare reazioni avverse anche a basse concentrazioni.

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