Ecco un modello di buona sanità, Pisa capitale dell’orecchio bionico – La svolta per le persone con sordità grave o profonda
L’Azienda ospedaliero-universitaria taglia il traguardo dei mille impianti cocleari. Il prof Stefano Berrettini: «Una delle più significative conquiste della medicina moderna»
PISA. La Toscana, Pisa in particolare, conquista il primato di capitale dell’orecchio bionico.
È infatti di questi giorni la notizia del raggiungimento, da parte dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, del traguardo dei mille impianti cocleari. Una meta che rappresenta il coronamento di un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per la cura e riabilitazione dei problemi di sordità grave cominciato a Pisa circa 40 anni fa, con un ruolo guida a livello nazionale per tutti questi decenni e una leadership in termini di ricerca scientifica, casistica assistenziale, crescita e innovazione tecnologica che persiste tuttora.
Dietro a questo successo c’è il centro pisano (oggi unità operativa di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria) diretto dal professor Stefano Berrettini, già presidente della Società italiana di Otorinolaringoiatria pediatrica e della Società italiana di Audiologia e Foniatria e presidente dell’Accademia italiana di Otologia. «L’impianto cocleare (un dispositivo elettronico progettato per ripristinare l'udito in persone con sordità neurosensoriale grave o profonda, che, bypassando la coclea danneggiata, stimola direttamente il nervo acustico tramite impulsi elettrici, permettendo la percezione dei suoni, nda) – ci dice proprio il professor Berrettini – è una delle più significative conquiste della medicina moderna nell’ambito della riabilitazione delle sordità, con benefici nelle capacità comunicative e sociali degli adulti e sviluppo ottimale sia delle abilità uditive sia del linguaggio nei bambini affetti da sordità grave-profonda, non suscettibili di significativi risultati con la protesizzazione acustica tradizionale. Non si tratta di un semplice atto chirurgico ma di una procedura altamente complessa, che comprende varie fasi (valutazione pre-impianto, intervento chirurgico, “mappaggio” del dispositivo, riabilitazione logopedica, follow-up a lungo termine e integrazione con i servizi territoriali)».
Era il 1985 quando venne eseguito a Pisa il primo impianto cocleare monocanale nella clinica otorinolaringoiatrica, ma bisognerà attendere il 1998 per lo sviluppo tecnologico necessario all’impianto multicanale e l’anno successivo per la rimborsabilità da parte del Sistema sanitario nazionale che, nel 2010, arriva a coprire i costi dell’impianto cocleare bilaterale simultaneo. Mentre si affinavano le tecniche chirurgiche e la presa in carico multidisciplinare, era arrivato nel 2007 in Toscana, con l’Aoup capofila, anche lo screening audiologico neonatale obbligatorio (seconda regione italiana ad adottarlo; nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, è stato reso obbligatorio solo nel 2017): un passo fondamentale, in stretta collaborazione con la Neonatologia, per la diagnosi precoce della sordità infantile congenita e, quindi, per il trattamento precoce con impianto cocleare.
Allo scopo di celebrare degnamente i mille impianti, sabato 28, a partire dalle 9,30, alle Officine Garibaldi di via Gioberti a Pisa è stato organizzato un evento/convegno che prevede, dopo il saluto delle autorità, una sessione divulgativa dedicata alla descrizione della procedura di impianto cocleare delle principali evoluzioni tecnologiche e indicazioni cliniche. Sarà poi presentato il percorso che ha portato al raggiungimento dei mille impianti, mettendo in evidenza il valore del lavoro multidisciplinare e l’evoluzione delle conoscenze e delle pratiche cliniche che hanno caratterizzato questi anni di attività. A conclusione, una tavola rotonda offrirà uno spazio di confronto tra medici, logopedisti e pazienti - adulti e pediatrici - con l’obiettivo di condividere esperienze e testimonianze dirette.

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