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La protesta

Si è ristretta la montagna toscana? 36 Comuni ora perdono lo “status” – Cosa significa e cosa succede adesso

di Luca Leggerini

	L’incontro sul Monte Pisano alla presenza di istituzioni locali e regionali
L’incontro sul Monte Pisano alla presenza di istituzioni locali e regionali

Il caso di Calci e di Buti: «Così non si tiene conto della fragilità del territorio». Come cambia la mappa regionale

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CALCI. Si apre un fronte di scontro tra Governo e Regioni dopo la pubblicazione della nuova classificazione dei Comuni montani voluta dal ministro Calderoli. In Toscana, 113 Comuni su 149 mantengono lo status, mentre 36 lo perdono, con possibili ricadute sull’economia locale e sulla vita delle comunità. Tra le aree più penalizzate c’è la provincia di Pisa, dove tutti i Comuni restano esclusi, ad eccezione di Castelnuovo Val di Cecina. Fuori dalla nuova mappa anche Calci e Buti, due realtà storicamente legate al Monte Pisano: la decisione che rischia di colpire aree già fragili.

Di cosa parliamo

Il tema è stato al centro dell’incontro che si è tenuto ieri mattina, 9 febbraio, a I Cristalli, proprio sul Monte Pisano, alla presenza di istituzioni locali e regionali, ma anche di aziende agricole e cittadini del territorio. «Siamo qui per ribadire una verità semplice, ma evidentemente scomoda: il Monte Pisano è montano nei fatti, nella vita quotidiana delle persone e nel lavoro di chi lo presidia ogni giorno», ha dichiarato Massimiliano Ghimenti, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.

«Questa revisione si basa su parametri astratti, numeri freddi che non tengono conto della reale fragilità geomorfologica, ambientale ed economica di questi territori. È una scelta miope e profondamente sbagliata». Negli ultimi anni, grazie al riconoscimento di aree montane, Calci e Buti hanno potuto contare su quasi un milione di euro di contributi pubblici, utilizzati per la messa in sicurezza del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, ma anche iniziative per la valorizzazione del territorio.

«Risorse – ha spiegato Ghimenti – che hanno prodotto benefici concreti per tutta la collettività e che oggi rischiano di venire meno, con effetti diretti sull’agricoltura e sul presidio del territorio».

La protesta

Un allarme condiviso anche dalle amministrazioni comunali. «Questa decisione – ha sottolineato la sindaca facente funzioni di Calci, Valentina Ricotta – va a penalizzare cittadini e imprese anche dal punto di vista della fiscalità. Colpisce realtà produttive che operano in condizioni difficili e residenti che vivono in un territorio con caratteristiche di fragilità evidenti. Le conseguenze non riguardano solo il monte, ma si riflettono inevitabilmente anche a valle».

Ancor più netta la posizione della sindaca di Buti, Arianna Buti: «Parliamo di un danno gravissimo per la comunità. Perdere lo status di area montana significa perdere servizi, opportunità di finanziamento, possibilità di tutela del territorio, dal centro storico all’ambito sociale ed educativo. Come Comune parzialmente montano siamo riusciti negli anni a intercettare risorse fondamentali. Questa volontà politica ci mette seriamente in difficoltà per il futuro».

Le reazioni

Dure reazioni sono arrivate anche da alcune associazioni di categoria (Cna e Confesercenti) , a difesa invece dell’Alta Val di Cecina, dove sono rimaste escluse Volterra, Montecatini Val di Cecina, Pomarance e Monteverdi Marittimo. In questo contesto, Ghimenti rilancia il ruolo della Regione Toscana e in particolar modo della legge sulla “Toscana Diffusa”, approvata nel 2025: «La Regione sta provando a compensare, ma non può sostituirsi allo Stato. Difendere il Monte Pisano non è una battaglia di campanile: significa difendere comunità, lavoro agricolo e sicurezza di un territorio che non può essere trattato come “pianura”».

La nuova mappa dei Comuni montani in Toscana: 24 in provincia di Arezzo, 16 in terra fiorentina, nove in provincia di Grosseto, 23 in quella di Lucca, 14 in provincia di Massa-Carrara, sette in provincia di Pistoia, tre in quella di Prato, 16 in provincia di Siena.

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