Nuove accise sui carburanti, benzina meno cara del diesel: i motivi e quanto si risparmia
Nel divario fra i prezzi delle due tipologie di carburante, la Toscana è prima in Italia. Ora la Finanza annuncia controlli nella filiera per evitare raggiri
Sorpresa alle stazioni di servizio: per la prima volta da tre anni a questa parte la benzina costa meno del gasolio. Con la verde che ieri in alcuni distributori della Toscana è addirittura scesa sotto l’1,6 euro al litro. Per ribaltare il listino prezzi dei carburanti è bastata meno di una settimana: togli un’accisa da una parte (benzina) e mettila dall’altra (diesel) e il riallineamento è fatto. Il risultato? Adesso è più conveniente (rispetto al passato, non certo in termini assoluti) fare un pieno di verde rispetto a un pieno di gasolio. A certificarlo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori: dalla rilevazione del 31 dicembre 2025 la benzina self è scesa di 2,419 centesimi, -1,44%, pari a 1 euro e 21 centesimi per un pieno di 50 litri, equivalenti su base annua a 29 euro e 3 centesimi considerando 2 pieni da 50 litri al mese, mentre il gasolio è aumentato di 1,547 centesimi al litro, +0,95%, pari a 77 centesimi a rifornimento, 18 euro e 56 centesimi su base annua.
Le nuove accise
Alla base di questa rivoluzione dei costi della mobilità l’entrata in vigore del riallineamento delle accise: -4,05 centesimi di euro al litro sulla benzina e +4,05 centesimi/litro sul diesel, in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante. Vero è che in questo modo l’Italia ha ora l’accisa più alta d’Europa; mentre sulla benzina scivoliamo dal terzo all’ottavo posto, dietro Francia e Irlanda e sopra la Germania. La manovra - sottolineano gli analisti - non è a saldo zero, ma frutterà alle casse dello Stato quasi 600 milioni di euro nel 2026 e circa tre miliardi nei prossimi quattro anni.
Ma il ministero delle Imprese e del Made in Italy rivendica come «l’azione di monitoraggio e controllo ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura».
Così, il fatto che (una volta ogni tanto) non ci sia stata una speculazione sui prezzi diventa una sorpresa, come fa notare Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: «Anche il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (il Mase) conferma quanto abbiamo segnalato nei giorni scorsi elaborando i dati del Mimit basati sulle medie regionali giornaliere, ossia che, a differenza del precedente riallineamento di maggio quando il gasolio salì di prezzo mentre la benzina restò al palo, ora le accise sono state aggiustate in modo corretto, con la benzina che addirittura scende più di quanto aumenta il gasolio. Su base settimanale non viene confermato, invece, quanto risulta dai dati giornalieri, ossia che il prezzo del gasolio supera quello della benzina, dato che il sorpasso è avvenuto solo il 3 gennaio». Proprio l’Unione Consumatori lunedì aveva pubblicato un primo dossier per fotografare la situazione. E la Toscana risultava in testa alla classifica che prendeva in considerazione il divario tra il prezzo del gasolio e il prezzo della benzina. Inoltre, sempre la Toscana era al quarto posto in Italia nella classifica che teneva conto del divario tra variazione dei prezzi medi della benzina e del gasolio (per quanto riguarda il self service).
I controlli
Se è vero che per adesso non si registrano speculazioni sui prezzi dei carburanti, per disincentivare i pochi che magari stanno pensando di poter fare extraprofitti sulla pelle degli automobilisti, sono già partiti, anche in Toscana, i controlli della Finanza. Ad annunciare le verifiche è lo stesso comando generale delle fiamme gialle: «Allo scopo di tutelare i consumatori e il regolare funzionamento del mercato – spiegano – i reparti della guardia di finanza svolgeranno una costante azione di controllo nel settore della commercializzazione dei prodotti energetici per autotrazione, attraverso un presidio operativo calibrato, flessibile e capillare, in grado di intercettare tempestivamente fenomeni fraudolenti. Saranno valorizzati gli elementi informativi con la finalità di far emergere eventuali condotte di evasione delle imposte, realizzate attraverso l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolarità nella circolazione e tracciabilità dei prodotti». Insomma, chi fa il furbo cercando di fare un affare rischia.
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