Il Tirreno

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Il caso

Materassi Marion, l’ex dipendente: «Quando ho capito il meccanismo, me ne sono andata»

di Francesca Ferri
Materassi Marion, l’ex dipendente: «Quando ho capito il meccanismo, me ne sono andata»

Dopo la multa milionaria sono arrivate tantissime segnalazioni dei clienti: «Ho visto questo famoso materasso in tv a 229 euro in comode rate, ecco com’è andata...»

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Volevano solo comprare un materasso e una rete a doghe in legno al prezzo di 220-270 euro. Proprio come dice la pubblicità vista tante volte in tv. Ma, una volta preso l’appuntamento con il consulente dell’azienda, questi scoraggia l’acquisto del prodotto presentato nella televendita e propone un catalogo con tutt’altro tipo di materassi e reti. A tutt’altro tipo di prezzi. Fino a 3mila, anche 5mila euro. Per questo il 15 luglio l’Agcom, Autorità garante per la concorrenza del mercato, ha multato la società Emme Group Spa, che produce i materassi Marion. Tre milioni di euro la sanzione per pratica commerciale scorretta, spiega l’Autorità in un documento di 51 pagine, firmato dal segretario generale Guido Stazi e dal presidente Roberto Rustichelli. Scoperchiando un caso nazionale.

Dalla pubblicazione della notizia, lunedì, al Tirreno sono arrivate decine di segnalazioni dalla Toscana e da tutta Italia. Una valanga di clienti, o di aspiranti tali, che si sono sentiti raggirati. Tra le testimonianze colpisce quella di Silvia D’Agostino. «Ho contattato Marion tra giugno e luglio 2021, dopo aver visto la pubblicità in tv del materasso a reti "mobili", a cui era interessato mio padre, che in quel periodo aveva seri problemi di deambulazione e spostamento, causati purtroppo da metastasi ossee», scrive D’Agostino. «Contattammo Marion spinti dall’offerta allettante di circa 247 euro per un materasso matrimoniale più rete. Il prezzo ci era parso decisamente basso», prosegue. «Ma, in un momento per noi doloroso, avevamo creduto e contattato l’azienda». Preso l’appuntamento con un venditore di zona, questi, prosegue D’Agostino, «arrivò con una valigetta piena di campioni di "spuma memory" (un modello di materasso) di varia qualità, e ci invitò in modo diretto a dimenticare l’offerta della tv che era, a suo dire, legata a un prodotto di scarsissima qualità che si sarebbe rotto da lì a forse sei mesi con il peso di due adulti. Ci disse che quello che avevamo visto in tv era il peggiore dei prodotti e che, se ne avessimo voluto uno decente, invece di 247 avremmo dovuto spendere intorno ai 2mila euro. Noi rifiutammo, lui insistette, ma di fronte a un no categorico andò via».

Esperienza simile quella di William Scagnelli. «Nel 2021 contatto l’azienda per l’acquisto di un loro prodotto pubblicizzato su Canale 5, rete più materasso, a un prezzo molto conveniente», racconta. «Prendo appuntamento e qualche giorno dopo si presenta il consulente, dicendomi che ero troppo pesante per utilizzare il tipo di prodotto pubblicizzato in tv. Subito dopo espone il suo campionario sparando dei prezzi assurdi. Nel frattempo arriva la mia compagna. Le dico che non è possibile acquistare quel tipo di prodotto perché non mi reggerebbe. Scherzando dico che il venditore mi dato della persona "grassa": sono alto 1,85 cm e peso 100 chili, ma faccio palestra. Dopo poco abbiamo capito come stavano le cose e il consulente è stato accompagnato alla porta».

Diverso esito per un altro lettore, Andrea Draganti. «Era il giugno 2021 – scrive – e avevamo bisogno di un materasso. Mia moglie guarda la pubblicità in tv e mi dice: "Proviamo". Viene l’incaricato a casa e ci dice: "Quello presentato in tv è solo per apparenza. I veri materassi li ho con me". Il campionario era fatto di tre materassi di diversa fattura e qualità. Ho comprato il meno caro con le reti e il motore elettrico. In tutto, mi sembra, 2.100 euro a rate, per 24 mesi». Esperienza simile per Ilaria Viviani: «Circa 6 anni fa è successo anche ai miei suoceri. (I consulenti) sono venuti con la loro bella valigiona. Noi volevamo le reti e il materasso della pubblicità, ma niente. I miei suoceri di quasi 80 anni hanno comprato materasso e rete per 5mila euro».

C’è anche chi è riuscito ad acquistare il materasso della tv. «Ho visto questo famoso materasso in tv a 229 euro in comode rate», racconta Alessandra Zasso. «Arriva un consulente a casa dicendomi: "Guarda, te lo dico schietto: il materasso che fanno vedere in tv è di scarsa qualità". Io rispondo: "Ma, scusi, la pubblicità mostra questo comodissimo materasso: come fa a essere di scarsa qualità?". Lui risponde: "No, ma quello viene 1.000 e passa euro". Io, imbarazzata, rispondo: "Ma non è giusto far vedere un materasso straordinario a quel prezzo e poi venire a sapere che con quell’offerta si ha quello più scarso"». Alla fine, la signora non si persuade. «Non potendo permettermi di spendere tutti quei soldi e avendo urgentemente bisogno di acquistare un materasso, ho acquistato quello per rientrare nell’offerta in tv: 19 euro al mese per 12 rate. A parte che è arrivato dopo 6 mesi, ma in più le doghe sono arrivate singole». C’è chi si è ritrovato a pagare 1.500 euro, chi 3mila. Ovvio che, in definitiva, la scelta se acquistare o meno il prodotto di qualità inferiore a minor prezzo o il più costoso ma di migliore qualità resta del cliente. Insomma, nessuno è stato costretto a comprare alcunché.

L’ex dipendente

Il punto però è: si tratta davvero di una libera scelta quando la comunicazione iniziale viene inaspettatamente ribaltata? Daniela, 40 anni, ha lavorato per la Emme Group Spa nell’autunno del 2022. Anche lei ha contattato Il Tirreno dopo aver letto la notizia. Le sue generalità sono note al giornale, ma lei chiede l’anonimato. «Ci ho lavorato solo un paio di settimane, compresi cinque giorni di formazione a Forlì. Quando ho capito come funzionava, me ne sono andata disgustata. La mia area erano le Marche. In pratica non dovevo vendere il materasso pubblicizzato in tv, ma proporre gli altri, più costosi. Tant’è che se lo ordini non arriva, o arriva dopo mesi. Sono andata in casa di tante persone, gente umile, che aveva bisogno di un materasso ed era attirata dal prezzo visto in tv. Perché a fronte di 220-250 euro, devo sparargli una cifra come 3mila euro? Me ne sono andata».

Nel pomeriggio di ieri, 25 luglio, Il Tirreno ha provato a contattare la Emme Group Spa, via mail, per messaggio sul sito e telefonicamente attraverso il numero verde, riuscendo infine a parlare con un’operatrice, a cui ha rivolto la richiesta di avere dall’azienda la propria versione e per dare la possibilità di replica. Al momento non è giunta risposta.

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