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Toscana, sì alla sepoltura di animali con i padroni: «Scelta di civiltà». Ma i cattolici non ci stanno

di Paola Silvi
Toscana, sì alla sepoltura di animali con i padroni: «Scelta di civiltà». Ma i cattolici non ci stanno

Il consigliere regionale Ulmi guida la proposta per consentire la tumulazione degli animali d’affezione accanto ai loro proprietari. Dubbi da parte di ambienti ecclesiastici: «Nei cimiteri solo le persone»

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Cloe è una cagnolina nera che da tre anni è entrata a far parte della sua famiglia. Ma prima di lei ci sono stati Manfred, Thai, Olimpia e Melti, tutti sempre e rigorosamente labrador. Una vita, quella del consigliere regionale del Gruppo Misto, Merito e Lealtà, Andrea Ulmi, condivisa in ogni momento con il suo fedele quattrozampe. Da questo amore per i cani nasce l’idea di rendere possibile la tumulazione degli animali d’affezione nei loculi dei loro proprietari. Ed è questo l’obiettivo di una proposta di legge a firma di Ulmi ma sottoscritta anche dai consiglieri Elena Meini, Giovanni Galli, Massimiliano Baldini della Lega, Marco Landi e Marco Casucci del Gruppo Misto, approvata dalla commissione Sanità dell’assemblea legislativa toscana. Il testo, licenziato a maggioranza con l’astensione del Pd e la non partecipazione al voto di Diego Petrucci (FdI), passa adesso, per l’esattezza giovedì 24 luglio, all’esame dell’aula dell’assemblea per il voto finale.

«La tumulazione nello stesso loculo o tomba – scrivono i proponenti – rappresenta un atto di civiltà e di sensibilità che va incontro ad esigenze affettive di molti cittadini garantendo al tempo stesso la tutela dell’igiene pubblica, della salute della comunità e dell’ambiente». Di fatto si tratta di una legge che ha già dei precedenti in regioni come la Liguria, la Lombardia e il Piemonte e che «senza prevedere alcune voce di spesa, potrebbe dare l’occasione – spiega Ulmi – a una persona vedova, per esempio, a cui è rimasto un cagnolino o altro animale d’affezione, di poterlo seppellire insieme al marito già defunto oppure a un anziano di lasciar detto ai propri familiari di mettere le ceneri dell’amico peloso nel suo stesso loculo». Un modo insomma per rispondere alle esigenze di chi ha instaurato un legame speciale, fatto di cura e affetto con un cane, un gatto, magari un coniglio e sente il bisogno di averlo vicino anche dopo la morte. «Questa convinzione – aggiunge il consigliere – deriva dalla mia esperienza diretta. Sono sempre stato attaccatissimo ai cani che ho avuto. Quando nel 2011 ho fatto campagna elettorale per le comunali a Grosseto, sulle stampe che mi ritraevano ho voluto anche Olimpia e Melti. Purtroppo gli animali hanno una vita più corta della nostra. Ritengo sia un scelta di civiltà e non di eccessiva umanizzazione dell’animale, dare la possibilità a chi lo desidera di essere sepolto insieme ai suoi animali». Può rappresentare, secondo il consigliere, un impagabile conforto per moltissime persone. Perché un animale può davvero cambiare la vita, sostenere in periodi difficili, colmare i vuoti di solitudine, offrire occasioni di crescita e responsabilità. Tanto da creare un’affinità tale che lascia il segno.

Le critiche del mondo cattolico

«Ho riscontrato – conferma – grandissimo entusiasmo su questo tema. Ecco perché non mi sono arreso, nonostante il percorso sia stato lungo e abbia visto delle interruzione». Momenti di confronto sono stati aperti anche con il mondo cattolico. «Da parte di qualche ecclesiastico ci sono state delle critiche. Sostenevano che nel camposanto ci dovessero stare solo le persone. Sono credente e penso che l’anima non sia minimamente toccata da questa decisione. Anzi, credo che sia una questione etica che va al di là di qualsiasi steccato ideologico e politico. La civiltà di un popolo si vede anche da come tratta gli animali». Certo, ci sono anche cimiteri dedicati esclusivamente alla sepoltura degli animali «ma qui il punto di partenza è un altro. La proposta di legge si riferisce – conclude Ulmi – a una condizione concreta che rispecchia, anche post mortem, la sinergia che si è creata tra proprietari e animali, un connubio bellissimo che non necessariamente deve finire».

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