Il Tirreno

Toscana

Dillo al direttore
La riflessione

Ecco perché Einaudi ci ispira ancora


	Luigi Einaudi
Luigi Einaudi

La riflessione di un lettore: «L’opera dell’economista e presidente della Repubblica dal 1948 al 1955 è viva e dà indicazioni preziose sul futuro»

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Ecco le riflessioni dei lettori pubblicate sull’edizione cartacea di mercoledì 23 ottobre, nella pagina dedicata al filo diretto con il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci. “Dillo al direttore” è l’iniziativa che permette alle persone di dialogare direttamente con Cristiano Marcacci, attraverso il canale WhatsApp (366 6612379) e l’indirizzo mail dilloaldirettore@iltirreno.it.


Una celebrazione suggestiva quella dedicata a Luigi Einaudi in programma domenica prossima a Livorno dalle 9.30 al Circolo Culturale Modigliani (Sala Biblioteca comunale bottini dell'Olio, piazza del Luogo Pio). L’opera di Einaudi, economista e presidente della Repubblica dal 1948 al 1955, è viva e dà indicazioni preziose sul futuro. Atteggiamento che è la caratteristica essenziale del liberalismo. I capisaldi dell’opera di Einaudi sono l’indicare gli strumenti cardine del vivere liberi. A cominciare dal buongoverno dello Stato per stimolare i cittadini all’indipendenza creativa individuale nell’ambito di regole senza privilegi amicali e dall’uguaglianza dei punti di partenza per consentire una gara equa tra cittadini diversi. Un motto di Einaudi, riscontrato in pieno nell’esperienza, è che “i due estremi, monopolismo e collettivismo, sono ambedue fatali alla libertà”. Infatti il metodo della libertà non usa le teorie ideologiche o religiose, che perseguono il dover essere. Il metodo liberale, in ogni occasione, combatte il conformismo ed è attento a ciò che l’esprimersi umano produce materialmente in risposta alle sfide del vivere tra individui. Perché la libertà si esercita attraverso la lotta tra le idee e la discussione degli uni con gli altri, per capire ciò che è vivo e ciò che è morto delle tradizioni. Perciò Einaudi ha sempre sostenuto la necessità di uno Stato fino ad un punto critico, ma al contempo ha sempre frustato la pretesa dello Stato sovrano, chiuso alla libertà. Non per caso Einaudi ha dato precisi contributi alla costruzione dell’Europa, poi realizzatisi nei decenni. Einaudi ha fornito al metodo liberale spunti preziosi e fondamentali tutt’oggi. Lo ha distinto a fondo, proprio lui economista di vaglia, da ogni confusione con il liberismo che, quando vuol essere una teoria economica autonoma, separata dal liberalismo, disattende la libertà dei cittadini e diviene un progetto illiberale nei princìpi e nella pratica.

Raffaello Morelli

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