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Autonomia differenziata, le ragioni per firmare per il referendum

di Enzo Brogi
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Enzo Brogi: «Questa riforma è pericolosa, spacca in due il Paese»

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Ho firmato per la richiesta di referendum che prevede l’abolizione della legge sull’Autonomia differenziata. È un concetto che, pur mascherato dal nobile intento di decentralizzazione e rendere autonomia alle regioni, rischia di minare profondamente l’unità e l’equità delle nostre realtà territoriali, spaccando in due il nostro Paese. Si aumentano le disuguaglianze che Meridione e aree interne hanno già pagato troppo duramente, ma è una riforma insensata anche per il Nord. Un esempio lampante di ciò che potrebbe accadere con l’autonomia differenziata è il sistema sanitario. Se ogni regione avesse il pieno controllo sulle politiche sanitarie, si potrebbero verificare situazioni in cui la qualità e l’accesso ai servizi sanitari dipenderanno dal luogo di residenza. Questo in netto contrasto con il principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione.

Le regioni più ricche, come la Lombardia e il Veneto, ma anche la Toscana, potrebbero ottenere maggiori risorse e gestirle autonomamente, lasciando indietro le regioni meno abbienti. Questo non farebbe altro che amplificare il divario tra cittadini di serie A e B. Il tutto con un possibile aumento delle tensioni sociali e politiche, indebolendo la coesione nazionale e favorendo movimenti separatisti, come è avvenuto da altre parti esempio Spagna o in Belgio. Il modello voluto dalla Meloni prevede che le regioni italiane possano ottenere competenze legislative e amministrative ulteriori rispetto a quelle attualmente previste, creando di fatto un’Italia a diverse velocità. La differenziazione delle competenze potrebbe portare a una complessità gestionale e burocratica senza precedenti. Ogni regione avrebbe normative diverse anche in altri settori chiave come l’istruzione, il lavoro e l’ambiente. Questo creando confusione tra i cittadini e rendendo estremamente difficile la gestione di politiche nazionali uniformi e coerenti.

Tutto quello che adesso è pubblico potrebbe essere modificato e spesso amputato e mortificato determinando debolezze o benefici per le persone a seconda del luogo in cui nascono. La qualità dei servizi deve invece essere garantita a tutti perché è sacro il diritto fondamentale dell’unità nazionale, inalienabile e che dobbiamo difendere. Se poi volessimo immaginare l’inciucio o il baratto allora basterebbe pensare all’accordo di potere. Da una parte le idee della patriota Giorgia Meloni, quella dell’altra pericolosa riforma costituzionale sul premierato che accentra i poteri nelle mani del capo del governo, indebolisce il Parlamento, il presidente della Repubblica e quindi impoverisce la nostra democrazia e, dall’altra, Lega docet, l’Autonomia differenziata. Così tutti governeranno felici e contenti a spese dei più deboli. L’Italia, invece, deve rafforzare la coesione sociale ed economica, riducendo le disuguaglianze e offrendo opportunitàa tutti. Anche per fermare questo vortice antidemocratico credo sia giusto firmare per il referendum.

* attivista per i diritti e scrittore
 

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