Il Tirreno

Toscana

Dillo al direttore
L’intervento

Serve una regia regionale che consideri le terme un settore strategico


	Le terme di Saturnia
Le terme di Saturnia

Per un nuovo “modello Toscana”

06 luglio 2024
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Ecco le riflessioni dei lettori pubblicate sull’edizione cartacea di sabato 6 luglio, nella pagina dedicata al filo diretto con il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci. “Dillo al direttore” è l’iniziativa che permette alle persone di dialogare direttamente con Cristiano Marcacci, attraverso il canale WhatsApp (366 6612379) e l’indirizzo mail dilloaldirettore@iltirreno.it.

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di Fausto Bonsignori*

Il termalismo in Toscana è un fenomeno molto diffuso e radicato, questo grazie alla grande ricchezza e varietà di sorgenti ed alla tradizione storica. La quantità e la qualità delle strutture termali presenti in tutto il territorio fanno della Toscana una regione leader del settore in Italia ed in Europa. La Toscana è terra di terme anche per la ricerca medico-scientifica e l’applicazione a scopo terapeutico e benessere dei mezzi derivano dall’ambiente termale: acqua, vapore, fanghi, microclima e clima. L’acqua e gli altri mezzi termali, grazie alle loro proprietà chimico-fisiche, utilizzati con varie metodiche, hanno un’azione biologica sul nostro organismo con effetti benefici diretti, provocando anche stimoli per risposte generalizzate. Sono ben note le indicazioni tradizionali per le patologie croniche reumatiche e la riabilitazione (balneoterapia, fangoterapia, grotte termali), per patologie cutanee (balneoterapia e fangoterapia), per le malattie delle alte e basse vie respiratorie (getto di vapore, aerosol, humages, insufflazioni), per le patologie del tratto intestinale ed urinario (terapia idropinica) per citare solo le principali.

Quello che ci preme evidenziare è che la medicina termale si sta aprendo all’innovazione con lo studio di nuove indicazioni, tra cui assume particolare interesse la medicina del benessere. La domanda di salute è profondamente cambiata e le terme possono e devono diventare un presidio sanitario territoriale aprendosi anche alle nuove indicazioni: rispetto della tradizione ed apertura all’innovazione. Dal connubio tra terme e medicina del benessere nasce il concetto di benessere termale, un aspetto piacevole e molto importante che il frequentatore percepisce anche se ha utilizzato le terme “semplicemente” a scopo ludico o per relax.

Quindi la funzione primaria delle terme non può che essere sanitaria (prevenzione, cura e riabilitazione) senza tralasciare un’offerta legata al benessere Il “modello Emila Romagna” si basa proprio su questo, con evidenti benefici sul movimento turistico e sulle risorse del sistema sanitario. Sappiamo bene che il problema è complesso e che non ci sono soluzioni semplici, ma sappiamo anche che le terme sono un presidio di salute/benessere, oltre a un patrimonio turistico, economico e sociale. Occorre un piano specifico di tutela e rilancio con una regia regionale che deve considerare le terme come un settore strategico di sviluppo, un piano che coinvolga tutti gli attori che a vario titolo sono impegnati nel mondo del termalismo. Si può e si deve creare un nuovo “modello Toscana” termale fatto di tradizione ed innovazione.

* presidente Associazione italiana di medicina termale

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