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Vacanze in Toscana, aumentano i prezzi di hotel e ristoranti: i costi per le famiglie e dove si spende di più

di Barbara Antoni

	Un ristorante sul mare (foto d'archivio)
Un ristorante sul mare (foto d'archivio)

Federconsumatori: il budget delle famiglie è diminuito, la villeggiatura è ridotta. Adiconsum: troppi aumenti da sostenere, per fare le ferie si ricorre al prestito

29 giugno 2024
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L’inflazione non dà tregua: +0,8% il dato tendenziale di giugno. Secondo i dati di Unione nazionale consumatori, per ristoranti e hotel l’aggravio è nella misura del 4,3% su base annua, dell’1,1% rispetto al mese di maggio. Sempre più un lusso per pochi; significa che nell’estate 2024 la famiglia media toscana (con uno o due figli) dovrà spendere molto di più per la villeggiatura: un surplus da 95 a 106 euro solo per i rincari di hotel e ristoranti.

All’incrocio di giugno e luglio, quando l’alta stagione estiva prende davvero il via, nel mezzo allo sbandierare generalizzato di milioni di partenze previste e budget vacanze in piena impennata, il quadro tratteggiato dalle associazioni toscane dei consumatori è ben altro. «Nell’ambito della ristorazione, l’aumento dei prezzi è costante da tempo – spiega Laura Grandi, presidente regionale di Federconsumatori –. Le famiglie che scelgono la vacanza al mare devono fare i conti con l’aumento delle tariffe di hotel, di affitti di case vacanza e di stabilimenti balneari: secondo il nostro osservatorio, tra giugno e luglio, col passaggio all’alta stagione, sui prezzi dei servizi balneari ci sarà uno scatto del venti per cento. Ecco perché sempre più famiglie hanno ridotto drasticamente il tempo della vacanza da tre settimane a una, oppure hanno deciso di abolirla in blocco o hanno scelto di fare le ferie sulle spiagge dell’Albania, dove tutto costa ancora molto poco. Il dilemma – sottolinea – è comprensibile: se spendi per la villeggiatura puoi metterti a rischio di ulteriore impoverimento». Perché a fronte dei continui aumenti di prezzi, il budget delle famiglie destinato alle vacanze è perfino diminuito nel corso degli anni. «Fino all’epoca prima del Covid – spiega Grandi – le famiglie destinavano alle vacanze la quattordicesima: 1.500 euro in media per una settimana. Dopo la pandemia, con l’aumento dei costi, a partire da quello dell’energia, una buona fetta della quattordicesima è finita a sostenere le maggiori spese, e alle vacanze sono rimaste le briciole. È vero che le vacanze non sono necessarie, ma non è giusto lavorare solo per pagare lo stretto necessario».

«I rilievi dell’Istat su inflazione e aumenti di prezzi al consumo hanno valenza nazionale, ma la tendenza che evidenziano è generalizzata e si riscontra anche in Toscana – è l’analisi di Antonello Simone, presidente regionale di Adiconsum –. Se nel periodo post Covid e durante la prima fase della guerra in Ucraina c’era stato un allentamento dell’inflazione, oggi la spinta si sta stabilizzando sui beni di prima necessità. Quanto alla vacanza, considerata ancora un lusso, gli aumenti sono ancora maggiori». È questo il motivo principale che, secondo Simone, determinerà, questa estate «maggiori presenze di turisti stranieri sulle spiagge, mentre quelli italiani saranno in numero minore. In estate le località balneari sono quelle più prese d’assalto: e questo fa lievitare ulteriormente i prezzi, mentre le città d’arte, in questa fase estiva, mostrano prezzi generalmente più stabili».

Da non trascurare poi, secondo il presidente di Adiconsum Toscana, la situazione di incertezza che investe la sfera degli stabilimenti balneari.

«Le concessioni andrebbero regolamentate – spiega – invece il governo ha deciso di prorogare le aste andando contro l’Unione Europea. Ci sono balneari che, in questo clima di insicurezza, ne approfittano per aumentare i prezzi. Va aggiunto poi che i prezzi di molte tratte autostradali sono aumentati a gennaio 2024 in percentuali fra 0,7 e 2,2%, che ci sono stati rincari su benzina, gasolio e voli aerei, anche low cost: le tariffe proposte sono quelle base, basta aggiungere il prezzo per trasportare i bagagli in stiva e l’aumento è considerevole. In questo contesto, qualcuno decide di rinunciare alle ferie, mentre altri chiedono prestiti per le vacanze: per l’estate 2024 è previsto un aumento dei finanziamenti pari al 9%».


 

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