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Il mito di Guglielmo Marconi spopola in tv con Stefano Accorsi, ma la “sua” Stazione di Coltano è dimenticata


	L'attore Stefano Accorsi, Guglielmo Marconi e a sinistra una parte dall'area della Stazione a Coltano (in foto Fabio Muzzi)
L'attore Stefano Accorsi, Guglielmo Marconi e a sinistra una parte dall'area della Stazione a Coltano (in foto Fabio Muzzi)

La prima puntata della miniserie Rai sul premio Nobel è stata vista da quasi 3,5 milioni di persone

21 maggio 2024
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PISA. «Io e mia madre, Elettra Marconi, abbiamo apprezzato moltissimo la prima serata della miniserie “Marconi, l’uomo che ha connesso il mondo”. In particolare, il racconto entusiasmante della vita familiare di Marconi sulla sua casa-laboratorio, il panfilo Elettra. Siamo felici che molti giovani abbiano seguito la fiction e attendiamo impazienti la seconda parte, in particolare il celebre discorso pronunciato da mio nonno nel ’37, suo vero testamento morale e scientifico». Così Guglielmo Giovannelli Marconi, nipote dell’inventore di cui quest’anno ricorre il 150º dalla nascita.

Il successo in tv

E ieri, lunedì 20 maggio, ha avuto un grande successo la miniserie su Guglielmo Marconi firmata Rai Fiction “Marconi, l’uomo che ha connesso il mondo”, vista da 3 milioni 443mila spettatori e il 19,4% di share su Rai 1 (stasera la seconda puntata). Dopo la miniserie con Stefano Accorsi come protagonista, nella stessa fascia su Rai 2, secondo posto per Canale 5 con “Io canto Family”, il nuovo show di Michelle Hunziker che ha debuttato con 2.491.000 spettatori e uno share del 16.93%. Al terzo posto si posiziona “Io Sono Vendetta” su Italia1, che ha intrattenuto 1.341.000 spettatori con uno share del 7.05%. Si piazza fuori dal podio Rai2 con “Da Vicino Nessuno è Normale”, il nuovo show di Alessandro Cattelan che ha raccolto 912.000 spettatori e il 5.5% di share.

La palazzina a Coltano

E a Coltano, tra Pisa e Livorno, si trova la stazione e la palazzina Marconi, quella, per intenderci, dove nel 1911 il geniale scienziato realizzò quella che il New York Times definì «la stazione radio intercontinentale più potente al mondo». Come scritto da Il Tirreno solo poche settimane fa, la struttura, oggi di proprietà demaniale e in stato di abbandono da oltre quarant’anni, è avvolta da rovi e ortiche, ridotta a riparo per piccioni e altri volatili. Tutto intorno, una sottile e bassa rete verde in fil di ferro e qua e là qualche cartello giallo triangolare con il segnale di pericolo. Eppure, «sempre da Coltano, nel 1931, partì anche il segnale che accese il Cristo Re a Rio de Janeiro», ci aveva raccontato il professor Filippo Giannetti dell’Università di Pisa, autore dello studio del 2017 che ha ricostruito la storia della Stazione. «Il recupero della Stazione di Coltano? Più che un desiderio è un’aspettativa: stiamo parlando di un luogo fondamentale per la storia di mio nonno e anche per quella più ampia delle comunicazioni», aveva commentato poche settimane fa, a Il Tirreno, ancora Guglielmo Giovannelli Marconi, figlio di Maria Elettra e nipote del Premio Nobel per la fisica (nel 1909).

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