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Sulla costa toscana è estate tutto l’anno, gli stabilimenti aprono già a marzo: ecco dove e su cosa puntano i balneari

di Ilenia Reali
Sulla costa toscana è estate tutto l’anno, gli stabilimenti aprono già a marzo: ecco dove e su cosa puntano i balneari

Taglio del nastro, con sdraio e lettini, quasi per tutti dal weekend di Pasqua. Da Carrara a Grosseto inaugurazioni anticipate sperando nel bel tempo

21 febbraio 2024
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Sarà una stagione lunga. Forse lunghissima quella alle porte per gli stabilimenti balneari. Dal nord al sud della Toscana, fanno eccezione Pisa e Livorno, quasi tutti proveranno ad aprire per il weekend di Pasqua, quindi in anticipo di qualche settimana dal momento che quest’anno Pasqua cadrà il 31 marzo.

A Piombino Fabrizio Lotti, titolare dello stabilimento balneare “La Capannina” e vicepresidente nazionale dell’associazione di categoria Fiba-Confesercenti, è già al lavoro per aprire lo stabilimento. «Stiamo già lavorando per aprire a marzo», commenta. L’obiettivo è quello di riuscire a piazzare qualche lettino se il sole facesse capolino in anticipo. Pochi chilometri più a sud la situazione è la stessa. All’Ultima Spiaggia sono quasi pronti. «È una leggenda che lavoriamo due mesi all’anno», dice Alberto Sabbatini. «Noi a marzo saremo pronti per accogliere i nostri ospiti».

Non si tratta di mosche bianche: in Maremma, la gran parte degli stabilimenti è pronta ad accogliere i turisti già tra qualche settimana. «Numerose attività sono aperte con i bar e i ristoranti per tutto l’anno – riferisce Simone Guerrini titolare del bagno Moby Dick e presidente Fiba Confesercenti per la Toscana – e quasi tutti apriranno anche le spiagge nel weekend di Pasqua. A Marina di Grosseto si sta già mettendo in moto il personale per garantire il servizio. La temperatura di questi giorni e l’inverno mite chiaramente invogliano tutti a non perdere il primo sole per potersi sdraiare in spiaggia».

Anche al nord da Viareggio a Forte dei Marmi è un coro di aperture già da fine marzo. «Da noi c’è un grosso interesse per la destagionalizzazione del mare», interviene Stefania Frandi del bagno Venezia a Marina di Carrara e presidente toscana di Fib Confcommercio. «C’è differenza tra un Comune e l’altro sulle date in cui è consentita l’apertura degli stabilimenti ma quest’anno la temperatura sta facendo la differenza. Se a Pasqua indossi il piumino non pensi al mare ma se arriva il sole nel nord Italia in tanti arrivano sulla nostra costa. Da noi c’è una forte sensibilità su questo tema perché non appena le temperature lo consentono c’è la volontà di tutti di aprire. Per ora ci scontriamo con difficoltà burocratiche che speriamo possano essere superate presto».

Per Roberto Santini, del bagno Piero, l’apertura anticipata è un vecchio cavallo di battaglia. «Il Comune di Forte consente di aprire il 21 marzo e noi in quella data ci faremo trovare pronti. Anzi, dirò di più. Saremmo in grado di stare aperti tutto l’anno perché il rapporto con il mare è cambiato e dovremo cambiare atteggiamento. Se al Forte si gioca a tennis tutto l’anno perché non si può anche godere del mare? I turisti vengono da noi ormai in ogni periodo e dobbiamo essere in grado di offrire dei servizi».

Lungo la costa toscana restano invece due zone in cui si preferisce un’apertura degli stabilimenti più tardiva, quando il meteo è stabile. A Tirrenia per esempio. «Ogni balneare decide autonomamente», commenta Fabrizio Fontani, titolare dei bagni Maestrale e Meloria. «Per tradizione nella nostra zona – aggiunge – apriamo il Primo Maggio. È una scelta legata anche ai servizi che vengono garantiti come la raccolta potenziata dei rifiuti. E comunque finché le scuole sono aperte durante la settimana ci sarebbero poche persone e sarebbe una spesa difficile da sostenere. Dovremmo assumere il personale con un mese di anticipo. Certo, è un argomento che a livello regionale potrebbe essere affrontato ma dovrebbero esserci le condizioni».

Proprio come a Livorno, città in cui l’argomento è poco sentito tanto che l’apertura degli stabilimenti arriva il 22 maggio, giorno di Santa Giulia patrona della città. «Ci abbiamo pensato in passato», commenta Riccardo Ganni dei bagni Lido. «I nostri bagni però sono villaggi artificiali: non sulla spiaggia e la manutenzione è lunga. Quest’anno con i danni avuti per le mareggiate, anche volendo, non saremmo stati in grado di anticipare».




 

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