Il Tirreno

Toscana

La ricostruzione

Prato, autotrasportatore ucciso a coltellate: ad ammazzarlo due dipendenti, scappati col suo cellulare in tasca

di Paolo Nencioni
Harpal Singh e i carabinieri meentre perlustrano la zona dove è avvenuto il delitto
Harpal Singh e i carabinieri meentre perlustrano la zona dove è avvenuto il delitto

Bloccati su un treno collaboratori della vittima, dalle telecamere si vede la lunga agonia dell’uomo a terra

11 febbraio 2024
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CARMIGNANO . Si è conclusa ieri sera all’ora di cena con una scena da film, mentre gli italiani si mettevano davanti ai televisori per vedere la finale di Sanremo, una lunga caccia all’uomo iniziata nella tarda serata di venerdì, quando in un parcheggio della zona artigianale di Seano è stato trovato il corpo senza vita di un autotrasportatore indiano di 59 anni, Harpal Singh, ucciso a coltellate accanto al furgone col quale era arrivato in via Torricelli per caricare la merce dei pronto moda cinesi destinata al mercato tedesco.
In manette, fermati dai carabinieri di Prato insieme ai colleghi di Milano, sono finiti due pachistani di 22 e 30 anni di cui non è stato reso noto il nome. Erano sul treno Italo tra Milano e Torino e volevano scappare in Portogallo. Il treno è stato stoppato a una fermata non prevista e sul convoglio sono saliti i militari coi giubbotti antiproiettile, che hanno arrestato i due sospetti.

Cade la pista della rapina: lite tra il titolare e i dipendenti
Sembrava una rapina finita male. In realtà è stata quasi certamente una lite degenerata tra il titolare di un’azienda di autotrasporti con sede in provincia di Mantova e i suoi due collaboratori pachistani. Quando li hanno fermati sul treno avevano in tasca 4.000 euro e il telefono cellulare della vittima: non si uccide per così poco. Questo fa pensare agli investigatori che la situazione sia sfuggita di mano ai due pachistani, che poi hanno tentato la fuga senza prendere particolari precauzioni (il fatto di essersi portati dietro il telefono della vittima la dice tutta).
I sospetti del figlio
È stato il figlio di Harpal a scoprire il corpo del padre crivellato di coltellate alle gambe e alla schiena in fondo al parcheggio su cui si affacciano alcuni anonimi magazzini gestiti da cinesi e l’insegna di un’azienda italiana. Ed è stato lo stesso figlio a mettere gli investigatori sulla pista giusta, raccontando i sospetti che aveva sui due pachistani. Il resto è venuto da sé. I due si erano allontanati e i loro telefoni sono stati intercettati. Insieme a quello della vittima si sono trasformati in altrettanti gps che hanno fornito agli inquirenti la posizione dei fuggitivi, era solo questione di tempo prima che i due venissero intercettati, intorno alle 20 sull’Italo da Milano a Torino.
La lunga agonia
Stando alle immagini di una telecamera di sorveglianza che ha ripreso la scena dell’omicidio, l’agonia di Harpal Singh è stata lunga e dolorosa, almeno mezz’ora, durante la quale però non è riuscito a chiamare i soccorsi. Non è escluso che sia morto per dissanguamento.
La vittima risulta residente in provincia di Mantova ed è un personaggio molto conosciuto nella folta comunità Sikh tra l’Emilia e la Lombardia. In passato è stato presidente del Gurdwara Singh Sabha di Novellara (Reggio Emilia), uno dei più grandi templi sikh d’Europa, e fondatore della Sikhi Sewa Society. È stato anche socio di Manjeet Singh, un connazionale titolare di un’azienda di trasporti che negli anni scorsi è finita al centro di una guerra per il controllo delle spedizioni dall’Italia verso il Nord Europa: i concorrenti gli bruciavano i camion e la vicenda, sulla quale ha indagato anche la Procura di Prato, si è conclusa nel maggio 2022 con la condanna di quattro persone per tentato omicidio all’esito di processo celebrato in Olanda.
Ma la storia dei Tir dati alle fiamme non è in alcun modo legata al brutale omicidio di Harpal Singh, che era arrivato a Prato per caricare la merce da portare in Germania. Mentre i compagni restavano col mezzo più grande, lui con un altro mezzo più piccolo è andato a fare il carico a Seano, dove è scoppiata la lite che si è trasformata in omicidio. l

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