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Neve chimica: l’Italia si imbianca con i fiocchi fatti di smog, cos’è il fenomeno che nasce dall’inquinamento

di Tommaso Silvi

	Due immagini della neve chimica in pianura padana
Due immagini della neve chimica in pianura padana

Un velo bianco su diverse città nella mattina di martedì 30 gennaio: una nevicata “falsa” che non è un buon segnale per la qualità dell’aria

30 gennaio 2024
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Nella mattina di martedì 30 gennaio la pianura padana si è risvegliata sotto la “neve chimica”. Non la classica nevicata, ma un fenomeno particolare figlio anche di smog e inquinamento. Che può dar luogo a fiocchi bianchi anche in assenza di un’ondata fredda, come in questo caso.

L’anticiclone

A causa dell’anticiclone, in pianura Padana persiste da giorni un compatto strato di nebbia carico di smog: così si è generata la neve chimica che la mattina del 30 gennaio ha imbiancato molte località come Parma e Verona, ma anche altre zone dell’Emilia Romagna e non solo. 

Cos’è la neve chimica

All’apparenza sembra neve reale, ma la neve chimica è generata dalle particelle inquinanti presenti in atmosfera da cui si formano veri e propri fiocchi di piccole dimensioni, che talvolta riescono addirittura ad imbiancare il paesaggio proprio come successo nella mattina del 30 gennaio. Lo strato di nebbia freddissima presente nei bassi strati è come se fosse una nuvola all’interno della quale avvengono i processi che innescano le precipitazioni. Se ai bassi strati l’atmosfera è inquinata ecco che si forma una precipitazione che viene chiamata, appunto, neve chimica.

Come si forma

A dare luogo alla neve chimica sono sostanze prodotte dall’inquinamento industriale come il solfuro di rame, l’ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati. Queste particelle hanno una struttura simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e quindi funzionano bene da inneschi dei fiocchi. Le nevicate chimiche sono caratterizzate da una durata temporale ristretta: esaurite le particelle inquinanti presenti nell’atmosfera, infatti, finisce anche la nevicata. 

La differenza con la “galaverna”

E poi c’è la galaverna, fenomeni differente rispetto alla neve chimica. La galaverna non cade dal cielo ma si forma al suolo dove c’è esposizione alla nebbia ghiacciata. Martedì 30 gennaio anche la galaverna si è presentata in pianura padana. Come la neve chimica, anche la galaverna riesce a imbiancare le strade solo con un sottile velo. 

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