Il Tirreno

Toscana

La storia a lieto fine

I compagni gli ricomprano la bici rubata, la gioia di Simone dopo le lacrime: «Va velocissima!»

di Cristina Bulgheri
I compagni gli ricomprano la bici rubata, la gioia di Simone dopo le lacrime: «Va velocissima!»

Al giovane, affetto dalla sindrome di Down, era stata portata via la mountain bike fuori da scuola: «Rappresentava la sua autonomia»

23 dicembre 2023
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A Natale puoi. Puoi disperarti, come se non ci fosse un domani, perché esci da scuola e non trovi la bici.

E puoi gioire fino alle lacrime, perché i tuoi compagni, nel tempo di un battito di ciglia, decidono di mettere insieme i loro risparmi e ricomprartela. E non solo perché siamo alla vigilia di Natale e siamo tutti più buoni, ma perché sanno perfettamente quanto quel pezzo di ferro con due ruote sia importante per te. Significa autonomia. Che per Simone, affetto dalla sindrome di Down, è uno di quegli obiettivi primari che i docenti inseriscono nel piano didattico. Tutto in 72 ore.

Martedì scorso infatti Simone, un po’ in ritardo rispetto alla campanella, scende al volo dalla sua mountain bike verde per entrare all’istituto professionale Marconi in Darsena a Viareggio e, disturbato dal fatto di non essere puntuale come la sua indole richiede, nella fretta dimentica di chiudere la bici. Varca la soglia della sua classe – la prima D – segue le lezioni con i docenti curriculari e le sue professoresse di sostegno, poi alle 13,50, quando è l’ora di uscire e tornare a casa, la brutta sorpresa. Fuori dalla scuola la sua mountain bike è sparita. In pieno giorno, davanti ad un istituto scolastico, qualcuno ha pensato bene di potersela prendere e portarla via. Simone scoppia in un pianto disperato, rientra nell’edificio scolastico e corre in segreteria per telefonare ai genitori perché lo vengano a prendere, informandoli così anche del furto: abita in zona stazione e la sua “due ruote” è per lui – come per molti – mezzo indispensabile per muoversi in città, in particolare nel tragitto scuola-casa. Ma soprattutto è un passaggio di crescita: siamo alle superiori, si è grandi.

«Finché ha frequentato la scuola media – spiega Giovanni Lucchesi, il papà di Simone, che peraltro è un membro attivo dell’Aipd Versilia, l’Associazione italiana persone Down del territorio – noi lo accompagnavamo ogni giorno. Poi con il salto alla scuola secondaria di secondo grado, abbiamo deciso di fornirgli l’opportunità di sbrigarsela da solo. Investire sull’autonomia è fondamentale». Lo sanno bene i venti compagni di Simone: è bastato uno sguardo, un giro di messaggini su WhatsApp pomeridiani e l’idea si è materializzata in quattro e quattr’otto. Frugando nei salvadanai e sottraendo magari qualche soldino dal budget dei regali di Natale per amici e parenti, hanno raccolto la cifra necessaria per ricomprare al loro compagno una bici. Non importa se non è nuova di pacca, ma di seconda mano: per Simone è il suo tesoro. Guidati dai loro docenti, che si sono messi a disposizione per dare gambe a questo “progetto”, hanno proceduto all’acquisto.

«Subito il giorno dopo le professoresse di Simone ci hanno chiamato – racconta ancora il padre – per chiederci se avessimo già provveduto a ricomprare una nuova bici: noi in realtà avevamo risistemato ed adeguato quella vecchia, più piccola e meno funzionale, in attesa di prenderla con calma. Ci hanno bloccato, raccontandoci del desiderio dei compagni di classe di fare questo dono a nostro figlio e non possiamo che essere felici. In questi mesi abbiamo sempre avuto la sensazione che l’inclusione fosse un punto di forza della scuola. Già in altre occasioni abbiamo notato segnali importanti di coinvolgimento e attenzione verso Simone e siamo convinti che questi gesti, queste sensibilità, abbiano un valore maggiore rispetto al rendimento». Così, i ragazzi e le ragazze della prima D del Marconi venerdì mattina – penultimo giorno di scuola prima della sosta natalizia – hanno infiocchettato la nuova “due ruote” e alle 11 l’hanno posizionata in uno dei corridoi della scuola per la consegna ufficiale. Inutile dire la “pazza gioia” di Simone.

«Va velocissima!!!» è stato il commento raccolto dai genitori mentre pedalava in sella al nuovo “bolide” che lo riportava a casa dalla Darsena alla stazione dove abita. Due ruotone solide, il telaio argento e azzurro e grazie ai compagni previdenti, anche il lucchetto, perché non abbia a ripetersi un nuovo, spiacevole episodio. In più la scuola si è resa disponibile a fargli parcheggiare la bici in cortile: «Se dovessero portar via anche questa, per Simone sarebbe privarlo non solo di un mezzo, non solo della sua autonomia – conclude il papà – ma di un “piezzo ‘e core”». Quello che i suoi compagni, ormai amici, hanno messo nel restituirgli l’indipendenza e che ha valso loro una nota di merito in educazione civica.

A Natale puoi. Puoi far felice un compagno, dimostrare quanto vali, riscattare te e la tanto vituperata generazione Z. Ma anche a febbraio, maggio, ottobre. Ogni volta che ... puoi.

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