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Distrutta l’azienda agricola di Marradi: persa tutta la produzione di kiwi e susine

di Tommaso Silvi
Una parte del castagneto di Alessandro Pifferi travolto dalla frana di fine maggio nell’Alto Mugello
Una parte del castagneto di Alessandro Pifferi travolto dalla frana di fine maggio nell’Alto Mugello

E a causa delle frane, rischiano di andare in malora le castagne Igp del Mugello

10 giugno 2023
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Lei nel 2019 ha lasciato il lavoro in fabbrica e ha colto al volo «l’occasione» – così la definisce – diventando proprietaria di un’azienda agricola insieme al marito. Lui 15 anni fa ha scelto di dismettere l’allevamento di pecore e concentrarsi su una tradizione che la sua famiglia porta avanti addirittura dal XVI secolo. Hanno scommesso sull’Appennino al confine tra Emilia e Toscana. E il 17 maggio scorso hanno visto scivolare tra fango e acqua i sacrifici di una vita.

Alto Mugello. Il Molino è l’azienda agricola di Olania Neri, nel paese di Marradi, provincia di Firenze. Qui si produce di tutto. «E ora – racconta l’imprenditrice – rischiamo di non raccogliere più niente». Olania ogni anno vende alla grande distribuzione, soprattutto in Romagna, poco meno di 2mila quintali di pesche. «Le frane di maggio hanno devastato il pescheto. Dalla mia azienda non uscirà neppure una pesca», dice sconsolata. E poi i kiwi: 20 ettari. «Aspetto che si riprendano, ma per il momento – continua – non hanno un bell’aspetto». Il campo delle susine, invece «è stato completamente spazzato via dalla frana».

Olania venerdì 9 giugno ha inviato alle autorità «19 fogli di segnalazioni frane. E sto parlando solamente di quelle evidenti – precisa – perché poi ce ne sono sicuramente altre in zone dell’azienda che rimangono irraggiungibili a causa degli smottamenti, che in alcuni punti hanno “accatastato” una quantità incredibile di terra e detriti».

La voglia di mollare tutto è tanta, ma viene sconfitta dalla volontà «di restare e ripartire». Lo dice Olania e lo ribadisce Alessandro Pifferi, presidente del Consorzio produttori marroni Alta Valle del Senio. «Le nostre castagne Igp del Mugello sono un’eccellenza nazionale. Le vendiamo anche a un noto marchio della grande distribuzione», spiega. E poi aggiunge, con un filo di voce: «Almeno, le vendevamo».

Perché solo nell’azienda di Alessandro, a Palazzolo sul Senio, comune di poco più di mille abitanti che pur essendo in Romagna è amministrato dalla Città Metropolitana di Firenze, «su 20 ettari di boschi pieni di alberi per la castanicoltura, più della metà ad oggi sono irraggiungibili». La raccolta delle Castagne avviene dopo l’estate, ma già da agosto, come spiega l’imprenditore «bisogna andare a pulire gli sfalci sotto gli alberi».

E le frane di fine maggio hanno cancellato le vie d’accesso ai castagneti. «Non sono strade asfaltate – dice ancora Pifferi – ma piccoli sentieri che non esistono più. Sto cercando di creare dei viottoli alternativi, ma è durissima. Per me le castagne sono la fonte di reddito principale, mentre molte tra le persone che hanno possedimenti nella zona e si dedicano alla castanicoltura nel fine settimana mi hanno già detto che abbandoneranno tutto perché non hanno intenzione di investire per il ripristino dei sentieri». Alla criticità degli smottamenti si aggiunge quella delle strade pericolanti, soprattutto a Marradi: «C’è il limite di transito – spiega infine Olania – ai mezzi sopra i 35 quintali. Anche se raccogliessi le pesche, come le porto via?».

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