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La tragedia

Casa esplosa a Lucca, la testimonianza: «Abbiamo scavato con le mani per non causare più danni» – Video


	45 vigili del fuoco esperti sono arrivati da varie parti della Toscana
45 vigili del fuoco esperti sono arrivati da varie parti della Toscana

Una corsa contro il tempo per salvare chi era sepolto vivo

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LUCCA.  È come correre con le gambe legate. Perché da una parte c’è bisogno di fare presto, prima possibile, per salvare le persone rimaste sotto le macerie. Dall’altra, bisogna essere più che cauti per evitare di aggravare una situazione già drammatica. È oscillata tra questi due estremi l’operazione di soccorso portata avanti dai Vigili del fuoco per gran parte della giornata di ieri sulla villetta esplosa a Montecarlo.Sono arrivati in circa 45 ieri, in queste campagne sospese tra le cartiere e i vigneti: oltre che da Lucca si sono mobilitati da Pistoia, da Pisa, da Pescia e da Siena, con la squadra cinofila.

«Abbiamo dovuto prendere particolari precauzioni, anche scavare con le mani - spiega Calogero Daidone, comandante provinciale di Lucca - procedere in maniera cauta per evitare ulteriori crolli. La cosa più difficoltosa è stata proprio non peggiorare quello che già era successo, evitando di causare danni ulteriori con le operazioni di salvataggio alle persone rimaste ferite».

A operare su questo scenario complicatissimo sono arrivati i gruppi specializzati da Pisa e da Pistoia. Dopo aver estratto l’uomo di 47 anni, i vigili del fuoco si sono concentrati della ricerca e la liberazione della coppia del piano terreno, sepolta sotto le macerie. Ad aiutarli la voce della donna, che è riuscita a guidarli sulla propria posizione. «Importante - evidenzia il comandante Daidone - era riuscire a estrarre la moglie anche per avere maggiori informazioni sul marito. Una speranza che si è infranta quando già le fotoelettriche erano state accese».

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