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Il commento

Anziani picchiati a Lucca, la vigliaccheria del male agisce sugli inermi

Andrea di Consoli
Anziani picchiati a Lucca, la vigliaccheria del male agisce sugli inermi

Gli ospiti trattati come “scarti”, ma sono i genitori che non teniamo più in casa

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“Oasi della pace”, si chiamava la Casa famiglia per anziani a Bagni di Lucca dove, se le accuse fossero confermate, la coppia che si occupava degli otto anziani lì residenti si sarebbe macchiata di reati infamanti. Ma perché chiamarla proprio così? Perché giocare così cinicamente con la dignità degli altri?

Non era un’oasi di pace, quella di Bagni di Lucca, ma una palude di odio, un piccolo inferno dove due conviventi di mezza età scaricavano su anziani inermi evidenti disturbi psicologici e sadismi ripugnanti. Purtroppo non è la prima volta che ci si accanisce su bambini, disabili, pazienti psichiatrici e anziani, perché la vigliaccheria del male funziona a meraviglia proprio sugli inermi e su quelli che Papa Francesco ha definito “scarti”. Epperò non sono scarti, ma creature fragili che meriterebbero baci sulla fronte, carezze, racconti dolci.

La domanda è abissale: perché? Perché si ha bisogno di umiliare, violentare, percuotere, derubare, minacciare chi è nudo e senza difese di fronte a te? Perché si prova piacere a umiliare chi è già umiliato dalla vita? E perché non si prova vergogna e colpa di fronte ai lamenti, ai pianti, agli occhi spalancati di chi non ha nemmeno più la voce per implorare “pietà”?

Non basta un processo. Non basta una sentenza. Vogliamo capire. Vogliamo sapere perché due persone a capo di una Casa famiglia per anziani che si chiamava “Oasi della pace” riuscivano a dormire e a guardarsi allo specchio sapendo che stavano umiliando persone indifese. Affinché si capisca perché, talvolta, l’essere umano cade così miserevolmente nei bassifondi dell’abiezione.

Sono i nostri genitori, quelli. Sono uomini e donne che hanno sognato, lottato, sofferto, pianto, sorriso, sperato come tutti noi in una vecchiaia dignitosa. È vero che bisogna “debellare il senso di colpa”, come dicono alcuni psicologi, ma come si fa a non avere sensi di colpa quando si decide di affidare a Case di cura, Case famiglia, Case di riposo e Rsa i nostri vecchi genitori? Cosa ci ha impedito in tutti questi anni di stringerci in casa, di fare spazio, di lavorare di meno, di cucinare per loro, di portarli a fare le visite, di ascoltarli, di sopportarli con pazienza quando sragionano o fanno i capricci?

Certo, spesso gli anziani non sono autosufficienti, e occuparsene in casa è difficilissimo, nonché costoso. Tutto vero. Ma non è stato sempre così. È un fatto recente, questo di darli via. Un tempo stavano in casa fino alla fine, e tutti davano una mano, anche i piccoli, e pazienza se saltavano gli appuntamenti, le vacanze, gli aperitivi, i weekend, i convegni, il calcetto. Cosa si è rotto, a un certo punto?

In questa storia orrenda di Bagni di Lucca si specchia il lato misero di quest’Italia moderna. Da un lato c’è la viltà di chi guadagna – umiliandole – sulle fragilità. Dall’altro c’è la debolezza affettiva di noi figli che non sappiamo più mettere sulle spalle i nostri genitori nel momento del bisogno. Un Paese, il nostro, ammalato di egoismo e di indifferenza, e che non ha nemmeno più la nostalgia del sacro o della presenza di Dio.

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