Gedi cede Il Tirreno a Sae srl. Il presidente Giani in redazione: "La Regione è al fianco dei lavoratori"
Raggiunto l'accordo per la cessione delle testate. Insieme al Tirreno anche Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e Nuova Ferrara. Associazione stampa toscana e Federazione nazionale della stampa: "Il sindacato sarà al fianco dei colleghi per chiedere chiarezza al nuovo editore". Il presidente della Regione incontra giornalisti e poligrafici
Raggiunto l’accordo per la cessione di quattro testate del gruppo Gedi, tra cui il Tirreno. Ieri sera la società editoriale ha comunicato di aver trovato l’intesa con la cordata acquirente. «E’ stato raggiunto un accordo per la cessione del ramo d’azienda delle testate Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara alla società Sae srl, rappresentata da Alberto Leonardis - si legge in un comunicato di Gedi - Gedi ha individuato in Sae Srl la società che per affidabilità, progetti e intenzioni potrà offrire la miglior garanzia di continuità, rafforzamento e prestigio a testate che per storia e tradizione rappresentano una parte importante dell’editoria quotidiana, grazie al contributo di valore assicurato negli anni dai colleghi giornalisti e poligrafici».
L’acquirente individuato da Gedi è una società, la Sae srl appunto, dove figurano imprenditori toscani e non, guidata da Alberto Leonardis. Questo nel giorno in cui la vertenza aperta dai giornalisti e dai poligrafici del Tirreno ha toccato il livello istituzionale più alto della Toscana. Il presidente della Regione Eugenio Giani, venerdì sera, ha fatto visita alla sede centrale del giornale, in viale Alfieri a Livorno. Giani, che è in carica da giovedì, ha sottolineato che si tratta di uno dei primi atti del suo mandato.
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«Sono qui – ha detto, incontrando giornalisti e lavoratori poligrafici – perché Il Tirreno rappresenta una voce insostituibile nel panorama informativo e democratico della nostra regione. Spesso, venendo a Livorno e nelle altre province dove è diffuso il vostro giornale, ho toccato con mano l’attaccamento dei cittadini e dei lettori alla vostra testata» ha detto il governatore, sottolineando che il Tirreno è il primo giornale toscano per lettori e abbonati sul web e il giornale leader per copie cartacee vendute nella Toscana costiera.
Giani, che era accompagnato dai consiglieri regionali della provincia di Livorno Gianni Anselmi e Francesco Gazzetti, e dal consigliere del presidente per le politiche giovanili Bernard Dika, si è impegnato a mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze del passaggio di proprietà della testata, proponendo l’istituzione di un tavolo regionale.
«Incontrerò personalmente la nuova proprietà e con essa sarò determinato e netto, chiedendo garanzie sulla tutela del lavoro e sui piani di investimento e sviluppo. E così come sarò pronto ad applaudire i nuovi proprietari se faranno bene, non esiterò a contrastarli in ogni modo qualora non rispetteranno gli impegni presi davanti alle istituzioni».
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Il comunicato del Cdr del Tirreno
Istituzione. Il Tirreno è un'istituzione tra le istituzioni della Toscana. È il concetto su cui insiste più volte il presidente della Regione Eugenio Giani arrivato a Livorno nella redazione del nostro giornale per portare il suo messaggio di vicinanza e attenzione a poche ore dal suo insediamento. Parole che sentiamo nostre e che fotografano lo stato d’animo dei redattori e dei poligrafici liquidati invece dall’editore Gedi Spa con una manciata di righe nel comunicato in cui annuncia che il 9 ottobre è stato firmato il preliminare di vendita del giornale insieme alla Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena e Nuova Ferrara, a una cordata di imprenditori riunita nella società Sapere Aude Editori.
Nonostante l’assenza di qualunque dettaglio e di qualunque informazione aggiuntiva, anche verbale, da parte dell’azienda, il Cdr può spiegare che firmato il preliminare di vendita la chiusura dell’operazione, negata dall’editore fino al 6 ottobre, dovrebbe perfezionarsi entro il 30 novembre. A quanto risulta sarà molto improbabile che non arrivi a conclusione, anche per le importanti penali concordate dalle parti.
Restano tutte le incognite perché ciò che oggi conosciamo della trattativa per la vendita non dà garanzia sul futuro del giornale, dei posti di lavoro e della libertà di informazione che ha sempre contraddistinto il nostro modo di fare giornalismo.
Abbiamo scoperto solo dieci giorni fa che i vertici di Gedi stavano trattando, almeno dall’inizio dell’anno, la cessione delle quattro testate. E solo il 6 ottobre, di fronte a fatti incontestabili, abbiamo avuto la conferma dai manager dell’azienda che pure hanno definito la trattativa “alle origini”. Il 9 ottobre l’accelerazione che conferma il risultato di mesi di un'operazione da cui giornalisti e poligrafici sono stati e restano all’oscuro.
Il Cdr ritiene fondamentale fin dalle prossime ore un incontro con la società acquirente, unica strada per comprendere il progetto su cui non bastano certo le poco credibili rassicurazioni di chi ha scelto di venderci in questo modo, ovvero trattando sotto banco alle spalle dei lavoratori e contemporaneamente smentendo la trattativa fino a quando i fatti non sono stati messi a nudo dai cronisti del Tirreno con un’indagine giornalistica, come sono abituati a fare quotidianamente, con cui hanno ricomposto il quadro, venendo a scoprire l’identità, i profili degli acquirenti e il piano d’impresa che sarebbe stato elaborato.
Fnsi: chiarezza sui progetti, tutelare l'occupazione
"Il passaggio dal gruppo Gedi alla Sae srl di Alberto Leonardis delle Gazzette di Modena e di Reggio Emilia, della Nuova Ferrara e del Tirreno di Livorno pone più di un interrogativo sul futuro delle quattro testate e dei giornalisti che vi lavorano". Lo affermano, in una nota, la Fnsi le Associazioni regionali di Stampa di Emilia Romagna e Toscana. "Per questa ragione, nelle procedure di consultazione previste dalla legge e dal contratto che si apriranno nelle prossime settimane, il sindacato dei giornalisti, a tutti i livelli - prosegue la nota -, sarà al fianco dei colleghi dei comitati di redazione per chiedere chiarezza al nuovo editore. Servono impegni precisi sul piano industriale, sui progetti di sviluppo, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e sul rispetto dell'autonomia delle redazioni a garanzia della qualità dell'informazione. Sarebbe grave e inaccettabile se questa operazione servisse a cambiare radicalmente l'identità delle singole testate, snaturandone il rapporto con le comunità dì riferimento".
Ast: il preliminare di vendita preoccupa
L'Associazione stampa toscana si dice "molto preoccupata per la firma del preliminare di cessione del Tirreno (insieme alle Gazzette di Modena e Reggio e della Nuova Ferrara, tutte testate del gruppo Gedi)" e "unendosi all'Aser, chiede un tavolo nazionale prima che si arrivi al closing". Troppi, infatti, afferma, "sono i punti non chiari dell'operazione che si sta portando avanti senza che la proprietà Gedi abbia dato alcuna garanzia sul futuro delle testate e dei 163 posti di lavoro complessivamente coinvolti. Al contrario, fino all'ultimo l'azienda ha negato che ci fosse una trattativa in fase avanzata, mentre proprio oggi, 9 ottobre, sarebbe stata raggiunta l'intesa preliminare".
Il presidente Sandro Bennucci e tutti gli organismi dirigenti dell'Associazione Stampa Toscana, "che da subito si sono messi a disposizione dei colleghi - si legge in una nota -, rinnovano l'invito al sottosegretario all'Editoria presso la presidenza del Consiglio, Andrea Martella, di aprire un confronto, e fare una verifica, sul modus operandi del primo editore italiano, rispetto a testate che hanno fatto la storia del giornalismo locale. Ast non nasconde forti preoccupazioni rispetto alla sostenibilità dei progetti del nuovo editore, alla salvaguardia dei posti di lavoro e al diritto all'informazione delle comunità alle quali le testate in questione fanno riferimento, giorno dopo giorno". Ast, che fin dal primo giorno ha sollecitato l'intervento delle istituzioni locali, in primis Regione e Comuni toscani ora ritiene che "la partita si debba giocare, a carte scoperte, a un tavolo nazionale, con il sottosegretario Martella in prima fila: affinché siano chiariti i punti oscuri e si possano ottenere, prima dell'eventuale firma finale, tutte le garanzie a tutela dell'informazione e dei posti di lavoro".
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