Il caso choc
Elezioni, rifiutiamo il silenzio
Se non votiamo lasceremo la cosa pubblica, quella di tutti, ai signori delle percentuali e agli alchimisti che con le opinioni fanno commerci e non princìpi
L’alternanza non è un demone, cambiare è possibile e questo è il dono della democrazia. Ma l’alternanza al tempo stesso non è un mito da inseguire a ogni costo, non è un principio di per sé. Il voto è una valutazione di coscienza e di calcolo: dipende da quello che accade fuori da te e da chi sei tu, dentro. Le tue recriminazioni e i tuoi sogni. Le paure, i punti fermi.
L’istinto al quale ti abbandoni, la cura che ci metti. Due linee perpendicolari incrociate con la matita: questo gesto lo si spende con convinzione, per passione; oppure con riluttanza, malvolentieri. Ma votiamo. Oggi e domani è tempo. Rifiutiamo il silenzio delle opinioni, riflettiamo e schieriamoci. La Toscana è una grande e bellissima terra, un luogo dell’anima e un presidio di civiltà: il primo atto di difesa è l’esercizio di questo diritto, il voto.
La croce che tracciamo sulle schede è un’acrobazia, un’energia capace spesso di deluderci eppure pronta a rinascere, più forte. Se non votiamo lasceremo la cosa pubblica, quella di tutti, ai signori delle percentuali e agli alchimisti che con le opinioni fanno commerci e non princìpi. Nel pomeriggio del 19 novembre 1863, a Gettysburg, tra il fumo degli spari durante la guerra civile americana, Abramo Lincoln pronunciò parole miliari e tracciò gli assi cartesiani della democrazia definendola come «governo dal popolo, del popolo, per il popolo». Questo sentimento resta e non può essere tradito.
Né dalla nostra pigrizia, né dalla nostra amarezza. Siete incerti se votare? Risolvete la vostra titubanza e fatelo. Siete incerti su chi o cosa votare? Non crucciatevi: il vostro è un gruppo mitico e mitizzato, terreno di caccia da parte di chi compete. Risolvete i vostri dubbi e poi sospirate di sollievo, oppure pentitevi dopo un istante, siate umani e fallaci, siate seri e fidatevi delle vostre consapevolezze. Pensate al passato e pensate al futuro. Sono egualmente importanti.
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