Il Tirreno

Toscana

Caos insegnanti, scatta la diffida

di Samuele Bartolini
Caos insegnanti, scatta la diffida

Sindacati scatenati: «Il sistema che assegna i posti ha fatto flop». Diecimila toscani col fiato sospeso

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FIRENZE. Diecimila docenti su 40mila non sanno ancora dove lavoreranno. Oltre la metà degli insegnanti precari (oltre 2mila) sono stati respinti dal concorsone. Fino alle centinaia di insegnanti che stanno preparando le valige perché il posto fisso l'hanno trovato, ma l'assegnazione è fuori regione. Motivo: l'algoritmo del ministero ha fatto cilecca e li ha spediti centinaia di chilometri lontani da casa. Manca un mese al ritorno in classe dei nostri ragazzi, ma il mondo della scuola è in subbuglio. Con una sola cosa da fare, pensano alla Flc Cgil: prendere le contromisure. Come? Primo atto: lettera di diffida. Destinatario: Ufficio scolastico regionale. Motivo: rimediare agli errori dell'algoritmo che disciplina i trasferimenti per le scuole elementari, medie e superiori. L'algoritmo funziona male e sta mietendo vittime.

Un docente che abita a Pisa spedito a insegnare a Imperia. Un altro insegnante che risiede nel Mugello trasferito a Como. In pratica, docenti con punteggi alti, che hanno messo come prima scelta una città, si sono visti assegnare sedi lontane rispetto ad altri con punteggi più bassi, ai quali l'algoritmo invece ha assegnato proprio quella città anche se era stata impostata come seconda scelta. Ora si spalancano le porte della conciliazione o ai ricorsi davanti al giudice del lavoro. A centinaia, dicono dalla Flc Cgil. E con la pubblicazione dei trasferimenti dei professori delle scuole superiori, prevista per oggi, la situazione potrebbe diventare ancora più esplosiva.

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Ma non è finita qui. Il concorsone si è rivelato una beffa per la metà degli insegnanti. «Docenti super preparati con una o due lauree sulle spalle – dice il segretario regionale di Flc Cgil Alessandro Rapezzi –, scuole di specializzazione, anni a volte decenni di precariato saltando da una scuola all’altra. Invece c’è una marea di respinti. Con il risultato che arriveremo all’inizio della scuola e ci troveremo di fronte a tantissimi posti di ruolo vacanti, che magari andranno agli stessi precari bocciati dal concorsone».

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Come se non bastasse dal primo settembre scatta la norma del governo per rispettare la sentenza della Corte di giustizia europea. Se dopo 3 anni di precariato un insegnante non è riuscito a ottenere il posto, è fuori dalla scuola. Intanto sono oltre 100, su un totale di 492, le scuole senza preside. Saranno affidate ad un reggente che ne gestirà due. E mancano oltre 80 segretari, sostituiti con personale delle segreterie facente funzione, al quale da anni non viene garantita la retribuzione per il lavoro svolto. «È una situazione intollerabile – commenta Rapezzi – alla quale deve essere posto rimedio prima possibile».

Ed è partita la campagna di ascolto. «Dei docenti universitari – spiega Rapezzi – che hanno curato l'abilitazione dei precari affinché segnalino (toscana@flcgil.it) l'adeguatezza o meno delle procedure concorsuali. Di quelli coinvolti nelle brutte avventure di questi giorni. Andate su www.flc-toscana.it e raccontateci la vostra storia. A fine agosto spediremo tutti i casi a Usr, Regione e Prefetto».

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