Il presidio
Candidati dimezzati nei primi test. Cgil: lo fanno apposta
«Una cosa è certa. Oltre la metà dei candidati non è riuscita a superare lo scritto. L’hanno fatto apposta. Volevano falciare gli insegnanti che sognano da anni il posto fisso. Prepariamoci ora. A settembre sarà il caos»
FIRENZE. «Una cosa è certa. Oltre la metà dei candidati non è riuscita a superare lo scritto. L’hanno fatto apposta. Volevano falciare gli insegnanti che sognano da anni il posto fisso. Prepariamoci ora. A settembre sarà il caos».
È un giudizio senz’appello quello del segretario regionale di Flc Cgil Alessandro Rapezzi. Dito puntato contro la ministra Giannini.
Siamo a ridosso di Ferragosto, il massimo dello sforzo per uno studente medio è scegliere dove andare a fare un tuffo al mare, nel frattempo però è il concorsone della “Buona Scuola” che dovrebbe assegnargli un insegnante libero dal supplizio del precariato che finisce sotto accusa. «Il concorso doveva servire a stabilizzare i precari. Docenti super preparati con una o due lauree sulle spalle - dice Rapezzi -, scuole di specializzazione, anni a volte decenni di precariato saltando da una scuola all’altra. Invece c’è una marea di respinti. Con il risultato paradossale che arriveremo alla prima campanella di scuola, il 15 settembre, e ci troveremo di fronte a tantissimi posti di ruolo vacanti, che magari saranno gli stessi precari bocciati dal concorsone che andranno a ricoprire per la solita annualità».
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In pratica un giro che non farebbe cambiare niente. Un paradosso con il sapore della beffa.
Eppure il giudizio di Rapezzi potrebbe apparire frettoloso. Sembra troppo presto per fare delle valutazioni. Il concorso è arrivato solo a metà del guado, le prove scritte si sono concluse che non è neanche un mese, le commissioni d’esame stanno consegnando in questi giorni i risultati e sul sito dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) stanno uscendo le date e i luoghi degli orali delle varie discipline.
In Toscana sono migliaia i precari che puntano all’assunzione.
Ma anche se il direttore generale dell’Usr Domenico Petruzzo si trincera dietro un laconico «non possiamo rilasciare dichiarazioni sulla materia concorsuale perché ancora in corso», i primi segnali che arrivano dalle prove scritte sono quelli di un disastro. 13 ammessi su 29 a Scienze. Solo 4 ammessi su 36 posti a Filosofia e Scienze Umane (la media nazionale dei bocciati è dell’88%). Gli orali del grosso delle assunzioni - Lettere e Matematica oltreché materne ed elementari - che se tutto va bene si terranno a settembre. Con la scuola ai nastri di partenza.
Mentre continua il balletto dei docenti che si rifiutano di partecipare alle commissioni d’esame perché il ministero li paga un euro l’ora. Un problema serio. Ma il caso più clamoroso viene segnalato per le discipline di Filosofia e Storia. Le domande di Storia sono state subito giudicate “belle e impossibili”. Tracce molto difficili, ma che non rispondevano per nulla al tempo assegnato per svolgerle.
E alcuni concorrenti hanno rilevato delle incongruenze tra il bando e i quesiti proposti. Dulcis in fundo, le griglie di valutazione, tali da invalidare e rendere nulle le prove. «La pioggia di ricorsi è assicurata», commenta amaro il segretario di Flc Cgil. E siamo a solo un mese dall’inizio della scuola.
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