Il Tirreno

L’intervista

Alba Parietti e la violenza sulle donne: «Anche le parole feriscono»

di Sabrina Carollo
Alba Parietti e la violenza sulle donne: «Anche le parole feriscono»

La conduttrice ospite questa sera (venerdì 17) della rassegna Eliopoli Summer al Calambrone per un talk dedicata alla donna

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È stata conduttrice televisiva, opinionista, attrice e, per un breve momento, perfino cantante. La sua avvenenza è scolpita nella mente di generazioni di uomini, ma Alba Parietti ha sempre rivendicato un ruolo diverso, intelligente e forte.

Questa sera, venerdì 17 luglio, sarà sul palco della rassegna Eliopoli Summer, al Calambrone, per un talk sulla donna, appendice di “Cambiamo Musica! Insieme contro la violenza sulle donne”, con Grazia Di Michele, Marco Martinelli, Gian Luca Bonetta e Valeria Iaquinto.

Parietti, la serata di domani verte su un tema delicato. Cosa la muove a parlarne?

«Il tema della violenza sulle donne mi è sempre stato a cuore. La violenza è fatta di tanti dettagli: a volte è fisica e sfocia in omicidio, ma c’è una violenza anche più sottile, quella psicologica, a cui tante donne sono sottoposte giornalmente senza nemmeno rendersene conto. Qualcosa che un po’ alla volta toglie energie, voglia di vivere, determinazione, autonomia. Sto cercando con questa mia cugina, una missionaria straordinaria, di raccogliere fondi per costruire in Madagascar una casa per donne che fuggono da prostituzione e violenza maschile. Vogliamo aiutarle a costruirsi un futuro migliore attraverso l’istruzione, la vocazione, l’autodeterminazione».

Hai mai avuto qualche brutta esperienza diretta?

«Non posso dire di aver subito vere e proprie violenze fisiche, ma come tutte le donne in qualche modo sono stata vittima di violenza, soprattutto psicologica: essendo io una donna forte hanno cercato molte volte di piegarmi, perché gli uomini mal sopportano che una donna possa essere superiore a loro, anche professionalmente».

Quale pensa dovrebbe essere la strada per superare simili comportamenti maschili?

«È fondamentale avere un’identità forte sul piano professionale e della consapevolezza, che però senza autonomia economica non serve. Le donne necessitano di potersi mantenere da sole per poter essere libere. Quando una donna non ha autonomia economica né cultura sufficiente è molto difficile che si possa difendere» .

Parlare di diritti delle donne e ricorrere alla chirurgia plastica non è un controsenso? Non è un adattarsi all’immagine che la società patriarcale richiede alle donne?

«Questa storia della chirurgia plastica comincia a diventare offensiva, non c’è rispetto di una donna che ha gestito molto bene il proprio corpo riuscendo a rallentarne l’invecchiamento - cosa che peraltro se potessero farebbero tutti, perché a nessuno piace invecchiare. Detto questo ho fatto solo un mini lifting e le labbra, note da duemila anni. Vorrei ricordare Erin Brockovich, che ha vinto una delle cause più importanti negli Usa contro un colosso dell’energia che inquinava il territorio senza una laurea e con un aspetto fisico che metteva subito gli altri in condizione di pensare di potersene approfittare. Dobbiamo farla finita. Se un uomo si presenta bello, anche rifatto, nessuno si permette di giudicarne le capacità. Le donne dovrebbero essere le prime a difendere le donne».

Ha un cane, Venghi, che appare spesso sui suoi social, e si dichiara animalista. Cosa pensa delle recenti decisioni governative sulla caccia?

«Non ho seguito cosa succede sulla caccia, ma di una cosa sono certa: per quanto mi riguarda andrebbe completamente abolita. Non esistono specie da cacciare o meno, bisogna avere rispetto della natura, che si sta ribellando e ci sta dimostrando che è più forte di noi e che se vuole ci può distruggere. Dobbiamo fare tesoro di quello che la natura ci ha dato».

Che legame ha con la Toscana? Cosa ama di questa regione?

«Ci sono venuta spesso in vacanza, ho un grande amore per Castiglioncello dove ho passato degli anni meravigliosi al Ciucheba con Mauro Donati, ma anche Forte dei Marmi, Lucca, posti che amo tantissimo, senza contare la bellezza di Firenze, Pisa, il nostro fiore all’occhiello».

Lei ha fatto la storia della televisione. Di cosa va orgogliosa e cosa non rifarebbe?

«Tutto ciò che ho fatto è parte di me, di conseguenza non c’è nulla che vorrei cambiare della mia vita. Anzi se rinascessi vorrei essere sempre me stessa, capace di avere un aspetto fisico criticato da tutti ma un’integrità morale impeccabile, cosa che mi è sempre interessata di più invece che essere giudicata perché mi piace tutt’ora piacere e amo essere ancora bella, cosa che peraltro mi sembra un diritto di ogni persona».

Si definirebbe una persona felice?

«Mi definisco una persona che dalla vita ha avuto tantissimo e che deve essere grata, più di quanto ho avuto credo sia impossibile».

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