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Cinema

Ursula Andress, 90 anni di un’icona: il bikini bianco e la scena che ha fatto la storia

di Redazione web

	A sx Ursula Andress nel 1962, a dx in uno scatto più recente
A sx Ursula Andress nel 1962, a dx in uno scatto più recente

Icona intramontabile del cinema, il suo bikini bianco è diventato un mito

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Uscendo dal mare in un bikini bianco diventato mitico, con un coltello alla cintura, è entrata nella storia del cinema in pochi secondi con un'immagine rimasta indelebile nell'immaginario di più generazioni. Ursula Andress, la prima “Bond girl” della storia, compie oggi 90 anni. Nata il 19 marzo 1936 a Ostermundigen, vicino a Berna, l'attrice cresce in una famiglia numerosa, figlia di genitori giardinieri, prima di lasciare la Svizzera da adolescente per tentare la fortuna all'estero. Dopo gli inizi da fotomodella, senza nessuna esperienza di scuole di recitazione, Andress ottenne piccole parti in Italia, girando a Cinecittà “Un americano a Roma” (1954) e, successivamente, “Le avventure di Giacomo Casanova” (1955), entrambi diretti da Steno. Dopo questi ruoli di secondo piano queste, arrivò lo straordinario successo con il primo episodio della saga dell'agente segreto al servizio di Sua Maestà, James Bond, ispirato al romanzo di Ian Fleming “Dr. No”: il suo ruolo di “Bond girl” (Honey Ryder) la rese un sex symbol internazionale e lanciò la sua carriera ad Hollywood. Per il film diretto da Terence Young vinse un Golden Globe e le cronache rosa la definirono «la donna più bella del mondo» e «la nuova dea del sesso di Hollywood».

Era il 1962 e James Bond era interpretato da Sean Connery. La scena in cui emerge dalle acque turchesi di una spiaggia giamaicana in bikini bianco diventa una delle immagini più celebri della storia del cinema. L’attrice bernese si rivelò una sorpresa, dal momento che fu scelta per il ruolo nonostante il suo accento fosse così marcato che dovette essere doppiata in inglese.

Negli anni successivi, Ursula Andress recita al fianco di grandi nomi del cinema europeo e americano. Appare in particolare in “L'idolo di Acapulco” con Elvis Presley, in “La dea della città perduta (She)”, film ispirato al romanzo d'avventura di H. Rider Haggard, o ancora nella commedia francese “La decima vittima” con Marcello Mastroianni. Attrice cosmopolita, che parla diverse lingue, incarna a quei tempi una nuova icona del glamour internazionale, divisa tra Hollywood e le grandi produzioni europee. Marlon Brando la protegge, James Dean la corteggia: si parla di un flirt con Sean Connery, mentre ha una relazione durata otto anni con la star francese Jean-Paul Belmondo, da lei definito il più importante amore della sua vita. La loro relazione terminò nel 1972. Successivamente si legò a Fabio Testi dal 1973 al 1977 e poi a Ryan O'Neal (con cui era già stata qualche anno prima).

Negli anni 1970 e 1980, la sua carriera prosegue con una serie di film d'avventura, commedie e produzioni di genere, senza mai offuscare il suo status di icona popolare. Nel 1980 l'attrice, che all'epoca vive a Los Angeles, torna in Svizzera per trascorrere le festività con la famiglia a Ostermundigen: il suo arrivo all'aeroporto di Zurigo fa scalpore. Ha 44 anni ed è accompagnata dal suo unico figlio, Dimitri Alexander, di soli sei mesi, avuto dal collega attore Harry Hamlin, di circa 15 anni più giovane di lei.

Con il passare del tempo, Ursula Andress si allontana progressivamente dai set per condurre una vita più riservata. Stabilitasi tra la Svizzera e l'Italia, rimane tuttavia una figura indimenticabile dell'immaginario cinematografico popolare, anche a più di sessant'anni da “Agente 007 - Licenza di uccidere”. l
 

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