Il Tirreno

Il report

Il mare toscano sempre più blu

di Martina Trivigno
Il mare toscano sempre più blu

Acque pulite e sicure lungo la costa, l’Arpat: «Monitoriamo la qualità»

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Acque limpide e sicure in Toscana anche per l’estate 2023. Dei circa 600 chilometri di acque balneabili (isole comprese) , la classificazione risulta «eccellente» nel 95 per cento dei casi esaminati dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Con alcune piccole eccezioni. Per fare degli esempi, Salivoli (Piombino) ottiene la sufficienza, mentre a Fiumetto (Marina di Pietrasanta) e a San Vincenzo porto sud viene assegnato il giudizio di buono (mentre San Vincenzo viene classificato come eccellente).

Ogni anno, infatti – prima e durante la stagione estiva – l’Arpat monitora le acque del nostro mare per valutarne la qualità dal punto di vista igienico-sanitario. In pratica, l’obiettivo è di tenere sotto controllo la quantità di batteri e garantire ai bagnanti “tuffi sicuri”, senza rischi per la salute. Da Viareggio a Forte dei Marmi, da Marina di Carrara a Marina di Massa, fino ad arrivare a Livorno, Elba e Marina di Pisa. Con il viaggio verso l’eccellenza che si conclude in provincia di Grosseto: Follonica, Capalbio, Castiglione della Pescaia, isola del Giglio, Monte Argentario.

I numeri

E i dati aggiornati, in un’ottica di trasparenza, sono sempre pubblicati sul sito dell’Agenzia per consentire a tutti di consultarli. Sia chiaro: tutte le aree di balneazione, per loro stessa definizione, sono balneabili, anche quelle che vengono classificate al di sotto della classe eccellente, a eccezione di quelle di qualità scarsa, dove può essere emesso un divieto per tutta la stagione. In Toscana nel 2023, nessuna delle aree è risultata in classe scarsa e la quasi totalità è eccellente, con soltanto 10 in classe buona e, come detto, una sufficiente.

Per Antonio Melley, della direzione tecnica di Arpat e autore del report sul controllo delle acque di balneazione, i cambiamenti, di anno in anno, ci sono.

I cambiamenti climatici

«Spesso determinati dalle condizioni meteoclimatiche che, come tutti sanno, si stanno rapidamente modificando, con eventi di pioggia brevi e intensi e prolungati periodi di siccità», sottolinea Melley. E la Toscana non fa eccezione. Soprattutto d’estate quando, sulla nostra regione, si abbattono temporali improvvisi. «Questi eventi mettono a dura prova il sistema fognario e di depurazione, causando l’arrivo in mare di acque contaminate e il conseguente divieto di balneazione – spiega Arpat – Questi fenomeni, del tutto imprevedibili e casuali per localizzazione e periodo, provocano il superamento dei limiti normativi dei parametri microbiologici fino a far peggiorare la classe di una determinata area, come accaduto, ad esempio, per l’area di San Vincenzo porto sud. In altri casi, pur in assenza di eventi estremi, il solo aumento relativo delle concentrazioni batteriche porta a un risultato analogo con cambi di classe apparentemente inspiegabili, come accaduto per alcune aree di Carrara e Massa. La stessa cosa può avvenire in senso opposto (diminuzione concentrazioni e miglioramento di classe) , ma queste differenze riguardano un numero molto piccolo di aree ogni anno: di recente, sono soltanto 8 quelle che hanno visto una classificazione modificata rispetto all’anno precedente».

Il caso

In tutta la Toscana, l’unica sufficienza si registra a Salivoli. Come spiega l’Arpat, già al termine della stagione 2021 l’area era stata declassata da eccellente a buona per via di «due episodi di inquinamento legati agli apporti del vicino rio Salivoli (il cui sbocco a mare è compreso all’interno del divieto portuale) – precisa Melley – Nel 2022, poi, l’ulteriore peggioramento è stato determinato da un aumento medio delle concentrazioni batteriche rispetto alla stagione 2018, non considerata nel calcolo della nuova classe. Il calcolo della classificazione, infatti, viene eseguito utilizzando i dati delle ultime quattro stagioni balneari elaborati su base statistica. Comunque, da anni questa zona è soggetta a controlli per capire le fonti della contaminazione». L’attenzione, dunque, deve restare alta. «Le tempistiche e le risorse economiche necessarie a realizzare interventi strutturali sono importanti, ma dobbiamo almeno agire nella massima trasparenza per informare la popolazione sui rischi per la salute umana, collaborando tra enti e adottando scelte condivise su tutta la costa toscana», conclude Melley.


 

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