Il Tirreno

L’evento

Quando la musa è digitale, a Firenze la tre giorni di Bright Festival

di Gabriele Rizza
Quando la musa è digitale, a Firenze la tre giorni di Bright Festival

Dal metaverso all’Nft, dal video mapping alla musica elettronica, Leopolda e The Social Hub ospitano i protagonisti internazional

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In casi come questo l’inglese è d’obbligo. Non è questione di abuso. Semmai di chiarezza. Di subitanea individuazione di cosa stiamo parlando.

Allora partendo dal video mapping, dal lighting & sound design, dalla graphic experience & interactive design, dalle visual performing arts e, via via, incrociando creazione e animazione 3D, arte immersiva e multimediale, intelligenza artificiale e metaverso, realtà virtuale e realtà aumentata, ologrammi, networking, Nft (vale a dire “Non-Fungible-Token”) e crypto arte, ambientazioni elettroniche, esperienze interattive, installazioni luminose e live performance, la Community nazionale e internazionale dei professionisti delle arti digitali, applicate allo spettacolo, alla cultura e all’intrattenimento, si riunisce a Firenze per il “Bright Festival”.

Il format è ispirato all’innovazione e al futuro e, per la seconda volta, trova casa nel capoluogo toscano, disseminato fra gli spazi della Stazione Leopolda e The Social Hub.

Promuovere la creatività digitale attraverso attività formative, espositive e spettacoli, realizzate in collaborazione con istituzioni, università, aziende, artisti e studi creativi da tutto il mondo: è questo, in sintesi, l’obiettivo di questo festival che proprio da Firenze prese il volo quattro anni fa, nell’ambito di un progetto dedicato alla destagionalizzazione e alla delocalizzazione del turismo. Una sigla che è stata esportata poi in tutto il mondo anche grazie alla collaborazione con il ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale.

La manifestazione, organizzata da Teresa Balestrieri, Claudio Caciolli, Gian Paolo Dei, Luciano D’Agostini (team di giovani professionisti appassionati di arti digitali), rilancia da oggi (venerdì 28) a domenica 30 aprile una intensa tre giorni che si snoda lungo sei macroaree tematiche, sei sezioni fitte di installazioni, conferenze, masterclass, interventi, workshop, laboratori, talks, lectures e seminari per un totale di 30 ore di attività, protagonisti e artefici 22 speakers, coinvolte più di 10 fra università e istituti di formazione e 32 fra artisti e studi creativi.

Fra le offerte più originali del festival si segnala in esclusiva lo spettacolo realizzato da 22 studi di arte digitale con la direzione di Stefano Fomasi, emozionante full immersion di 45 minuti di proiezioni che mettono lo spettatore al centro dell’esperienza artistica fino a renderlo partecipe in prima persona della narrazione audiovisiva, mentre sabato alla Leopolda a partire dalle 22 (ingresso 21/25/30 euro) il palco sarà occupato da alcuni dei producer più amati nell’ambito della musica elettronica, tra cui ospiti per la prima volta a Firenze, i tedeschi “Adana Twins”, ovvero i gemelli Adana che continuano dal 2012 (anno del loro debutto) a emozionare e immettere nuova linfa nella dancefloor, combinando le produzioni ispirate alla house con le sonorità più elettroniche.

Per restare in ambito musicale sono attesi l’australiano Andrew Quinn, fra i massimi esperti nella produzione visiva in tempo reale per la musica contemporanea, l’opera e le installazioni; lo spagnolo Kid Simius, live performer polistrumentista, produttore, salito alla ribalta internazionale dopo la collaborazione con Paul Kalkbrenner, capofila indiscusso dei ritmi elettronici; Kid Simius con le sue performance polistrumentali che spaziano tra house, ambient, elettronica, disco; Markyz, un dj di origine serba che ha condiviso la consolle con Ben Klock, Marcel Dettman, Sven Väth, Nina Kraviz, numeri uno della techno e dub house; l’italo berlinese Weg, fondatore dell’etichetta “Serialism” insieme a Cesare vs Disorder, Quenum e San Proper.

Ultimo arrivato il “Bright Pro”, lo spazio didattico formativo, dedicato ad organizzatori di eventi, curatori d’arte, direttori di musei e progettisti di mostre, referenti tecnici di festival, operatori culturali, creatori di contenuti, artisti e studi creativi digitali.

La partecipazione a corsi e a incontri è gratuita, ma occorre prima registrarsi.

Informazioni e programma completo del Bright Festival si possono trovare sul sito internet www.brightfestival.com.


 

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