Firenze, caput cocktail
Sette giorni di assaggi e tendenze
Se Orazio accende una riflessione sottolineando che «nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo», se il fumettista Hugo Pratt riconosce che sia difficile dimenticare qualcuno bevendo un’orzata e l’attore Cary Grant avverte che l’alcol è un liquido prezioso capace di conservare tutto tranne i segreti, il padre fondatore degli Stati Uniti d’America Benjamin Franklin chiosa: «Non ci può essere una bella vita dove non c’è buon bere».
Infinite le correnti di pensiero che navigano in una buona bevuta, quanto interessante è l’evoluzione qualitativa che il bere miscelato sta vivendo da qualche anno.
«Seppur in ritardo rispetto al movimento estero, anche in Italia la mixology è decollata - commenta Paola Mencarelli - e credo che sarà un fenomeno duraturo. Dalla nostra abbiamo eccellenze e professionalità davvero preparate. Necessitavamo solo di porvi l’attenzione, valorizzandole, puntando soprattutto sul lato culturale».
Motivo per cui Paola Mencarelli sette stagioni fa ha dato vita alla Florence Cocktail Week che quest’anno inaugura lunedì per chiudere domenica 23. Sarà una settimana di eventi, masterclass, presentazioni di prodotti e libri, approfondimenti, ospiti dentro le tendenze più lontane, momenti disseminati dal brunch al dopocena nelle 46 migliori insegne fiorentine suddivise in bar d’hotel e cocktail bar. Verrà dato ampio spazio anche all’intrattenimento serale con eventi e party a tema, cocktail list dedicate e la partecipazione dei migliori bartender del panorama italiano ed internazionale giunti appositamente da Tel Aviv, Città del Messico, Sidney, Barcellona, Miami, Copenaghen, New Delhi. Il programma completo su: www.florencecocktailweek.it.
È questa una formula preceduta dalla Tuscany Cocktail Week, in corso fino a questa domenica, quarta edizione della versione regionale della manifestazione nata a Firenze, coinvolgendo per l’occasione i migliori 85 cocktail bar di nove province toscane: da Lucca a Siena, Arezzo, Livorno per divulgare conoscenza e cultura di un settore troppo spesso banalizzato.
Un progetto, quello di enfatizzare il bere consapevole e di qualità con un festival di così lunga durata, che nel tempo ha dimostrato il suo successo allargandosi anche a Venezia (la seconda edizione si è svolta a fine settembre) e Cortina (un fine settimana lo scorso dicembre).
Semplice lo schema: sette giorni di appuntamenti sartoriali nei locali che hanno aderito alla manifestazione, in nome di un bere educato e cosciente di ciò che viene portato alle labbra attraverso il bicchiere, passando per l’abilità del bartender, dei distillatori e dei numerosi piccoli produttori di ortaggi, frutta, liquori e quant’altro ruoti attorno a questo mondo.
Una settimana ricca di contenuti di approfondimento che fa da cornice alla lista dei drink proposti dai locali aderenti fra i quali un cocktail dedicato alla manifestazione fiorentina, uno a quella toscana, uno realizzato esclusivamente con ingredienti italiani ed uno più campanilista concentrato sui toscani, più una ricetta creata in nome dell’ecosostenibilità.
Il cambio di testimone fra le due settimane toscane avverrà lunedì, con l’inaugurazione della Florence Cocktail Week alla grande festa presso le Serre Torrigiani.
Sparse fra i punti di miscelazione creati temporaneamente nel verde del bel giardino all’italiana e serre che trova casa in zona Santo Spirito, ad accoglierci ci sono le aziende sponsor che per una sera vedono tutti i cocktail bar delle due settimane organizzate da Paola Mencarelli riuniti in un unico luogo, insieme ai migliori pizzaioli fiorentini e toscani premiati con i tre spicchi dalla guida del Gambero Rosso, ad una selezione di postazioni food dedicate alle eccellenze gastronomiche italiane e toscane, il tutto accompagnato dalla musica di Leo Tolu dj.
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