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Teatro e musica, Inequilibrio fra ieri e il futuro, via al festival di Castiglioncello

Da martedì prossimo fino al 4 luglio decine di spettacoli, 14 prime nazionali e 32 compagnie. Ospiti storici e giovani performer al Castello Pasquini per festeggiare i 25 anni di Armunia


17 giugno 2022 Gabriele Rizza


Fa festa Inequilibrio, il festival estivo di Castiglioncello, nato negli anni Ottanta come Armunia, che ora compie 25 anni. Un bel traguardo dialetticamente vissuto con le problematiche del territorio e con le alterne vicende delle panoramiche artistiche e di ricerca. Come sempre irradiandosi dal Castello Pasquini, eccentrico edificio ottocentesco di ispirazione rinascimentale, che fa da casa madre e da cassa di risonanza.

L’edizione 2022 di Inquilibrio, che scatta martedì prossimo per concludersi il 4 luglio, conserva la sua eccentricità, anche itinerante, in nome di un non sopito spirito d’avanguardia, istruendo un affettuoso e sostanzioso fraseggio fra l’ieri di chi qui ha debuttato, è maturato, si è fatto le ossa reinventando i moduli di un creatività performativa ondivaga e spericolata, e l’oggi di chi si inoltra nella deragliata contemporaneità di una sperimentazione spesso sull’orlo di una crisi di nervi, quando non sopita su circuiti (che naturalmente col teatro comprendono anche la danza e la musica) confusi e alla fine rassicuranti.

La ricerca di un “altro” teatro, libero da etichette e da qualsivoglia forzatura ideologica, anima il perimetro del festival, confermando ancora una volta il proprio ruolo di incisiva vetrina e assortito laboratorio, spalmato su un calendario ricco di ben 14 prime nazionali per 32 compagnie ospiti, italiane e straniere. «Armunia è cresciuto insieme ai suoi artisti – dicono i direttori Angela Fumarola e Fabio Masi – che qui hanno condiviso una parte del loro percorso e spesso hanno trovato casa per produrre i propri lavori. Celebrare insieme questa ricorrenza anche con chi si affaccia per la prima volta in proscenio, ci è sembrato un modo utile per storicizzare la professionalità e aprire altri orizzonti creativi, in una sorta di abbraccio solidale e di scambio di testimone».

E allora nell’impossibilità di dar conto di tutto il cartellone (per il quale si rimanda al sito www.armuia.eu) registriamo alcuni nomi che di Inequilibrio sono, per così dire, paladini e messaggeri. Ecco allora rimbalzare da un capo all’alto Roberto Abbiati, Davide Enia, Silvia Gribaudi, Roberto Latini, Elisa Pol, i Sotterraneo, Rita Frongia e Stefano Vercelli, Filippo Porro e Simone Zambelli, ai quali si uniscono altri collaudati compagni di viaggio come Marco Baliani (che fu protagonista della prima edizione del festival), Oscar De Summa, il duo Frosini-Timpano, Manfredi Perego, i Sacchi di Sabbia, Ambra Senatore, Paola Tintinelli e Rosanna Gay.

A disegnare nuove e inedite traiettorie saranno invece il francese Jerome Bel con il suo “Laura Pante”, Claudia Castellucci (premiata alla Biennale di Venezia 2020 con il Leone d’argento), Carmen Giordano, Lorenzo Covello, Camilla Monga, Sara Sguotti, Lorenzo Morandini, il danzatore libanese Charlie Prince che presenta in esclusiva nazionale “Cosmic”, Andrea Hackl e Federica Porello, interprete e danzatrice della compagnia catalana Mal Pelo che presenta in prima nazionale “Bach” di Maria Muñoz.

Spazio anche alla musica con Abdo Buda Marconi Trio, Pino Basile e Francesco Pennacchia, gli Ava Trio, mentre il Parco dei Poggetti, sulle colline di fronte al castello di Rosignano Marittimo, il borgo medievale dove Armunia ha trasferito le sue residenze, ospiterà in un ambiente suggestivo immerso nel verde, una sorta di “Beauty Farm” destinata alla contemplazione, un evento site specific, ideato e diretto da Silvia Rampelli.

Il festival propone inoltre due focus: uno dedicato al lavoro di Alessandra Cristiani, performer e danzatrice butoh che presenta la trilogia dedicata alle “pulsioni corporee” nell’opera di Schiele, Bacon e Rodin; l’altro puntato su Leonardo Capuano, amico storico di Armunia, che declina vecchie partiture (“Elettrocardiodramma” e “Zero spaccato”) e in prima nazonale l’ultimo capitolo del sua ricerca, dal titolo esplicito “Sistema nervoso”.

«Oggi Armunia – concludono Angela Fumarola e Fabio Masi – opera tutto l’anno con un’intensa programmazione, potendo disporre di due teatri, una sala auditorium, un anfiteatro all’aperto, oltre agli spazi del castello, del parco e dell’antico borgo di Rosignano Marittimo. Il festival è cresciuto insieme con i suoi artisti, molti dei quali hanno iniziato il loro percorso proprio qui. Ma nonostante una formula collaudata e consolidata nel tempo, nuove sfide attendono questo festival, che per sua natura vive di movimento, alla ricerca di un equilibrio sempre più difficile da trovare. Sarà quindi un festival – concludono i curatori – che poggia i suoi pilastri nel passato ma che guarda alle nuove generazioni, a diversi generi e altrettante discipline, dalla danza al teatro, dalla performance alla musica, dalla nuova drammaturgia al circo. Intenzione di Armunia non è tanto celebrare il passato, quanto sfiorarlo per guardare avanti insieme alla sua straordinaria comunità che, in un tempo così terremotato, crede ancora nelle utopie».

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