Quella villa che si specchia nell’acqua, fra la musica di Puccini e la natura
Sul lago di Massaciuccoli seguendo le tracce del grande compositore fra opere liriche e tante altre passioni
Molte delle varie stazioni di questo pellegrinaggio per la Toscana meno nota che in queste pagine affrontiamo, sono luoghi d’altura, che mescolano costruzioni antiche di secoli con bellezze naturali nascoste da diversi rilievi ed altezze. Altri invece sono luoghi di acque e pianure. Come è il caso di Torre del Lago, dove un piccolo abitato relativamente giovane sembra sorgere e specchiarsi sul lago non piccolo di Massaciuccoli. Il posto trova indissolubilmente legato il suo nome a quello del grande compositore d’opere liriche Giacomo Puccini. Ed infatti proprio la visita alla villa di Puccini, che si specchia anch’essa sul lago, è una delle esperienze più importanti ed interessanti che la visita al piccolo abitato di Torre de Lago ci regala.
PUCCINI, LUCCA E L’OPERA
Puccini era nato e si era formato musicalmente a Lucca. Era il sesto di ben nove figli. Il padre era il maestro di cappella della Cattedrale di Lucca, posizione che i Puccini ereditavano di padre in figlio da generazioni. Era normale, quindi, che il padre desiderasse che il ragazzo Giacomo prendesse dalle sue mani la posizione di organista e concertatore dl Duomo. Per poi lasciarla a suo figlio. E invece no, non c’era stato nulla da fare. Giacomo era in tutto e per tutto un ribelle, aveva ereditato dal padre la vocazione musicale ma non quella per una carriera legata alla musica religiosa ed alla vita tranquilla di provincia. Nient’affatto. Fin da ragazzo, infatti, il giovane Giacomo aveva chiarito che il suo interesse principale era andarsene in una grande capitale dell’opera lirica, come, per esempio, Milano, e sfondare nel mondo del dramma lirico. Per la famiglia questa era una vera e propria eresia. Ma Puccini non volle sentire storie e fu pronto fin dall’inizio ad affrontare una vita di alti e bassi, di successi e rovesci, per affermare il suo nome nel mondo dell’arte operistica, che era stato inventato proprio nella Toscana del 1500. Puccini aveva il dono di comporre pagine musicali che avevano immediata presa sul pubblico. Ma questo, purtroppo, era stato considerato addirittura uno svantaggio dalla raffinata ed esigentissima critica musicale italiana. Critica musicale che era prontissima ad incensare autori stranieri, ma che spesso aveva accusato Puccini di essere un compositore di “canzonette”, troppo facili da ricordare e troppo orecchiabili. Per tutta la sua carriera, infatti, Puccini fu più famoso e venerato all’estero che in Italia.
LA VILLA SUL LAGO
Ma perseguì fin da subito l’idea di emanciparsi dal destino musicale della sua famiglia e dal legame troppo stretto con la Cattedrale di Lucca. L’acquisto della villa a Torre del Lago fu uno dei passi più importanti sulla via di questa emancipazione, della ricerca della sua personalissima voce. La villa, in origine, era stata addirittura abitata da una parte della famiglia imperiale d’Austria. Poi era stata in parte distrutta. Puccini l’acquistò e la fece completamente restaurare sulla base dei suoi progetti. In realtà, il maestro acquistò la villa seguendo due richiami personali fortissimi. Uno, naturalmente, era la ricerca di un luogo silenzioso ed ispirato, adatto per comporre. L’altro, trovare anche in questo luogo un posto felice per un’altra delle attività a lui particolarmente care: la caccia. Il luogo infatti era ricchissimo di cacciagione, in specie di volatili che venivano ad abitarlo durante il periodo invernale, per superare l’inverno lontano da zone a clima rigido. Puccini, insieme a molti altri amici che invitava alle battute, cacciava queste specie su appositi barchini che si confondevano fra i canneti che stavano e stanno ancora lungo le spiagge del lago. È curioso da dirsi, ma il maestro considerava la caccia una delle sue attività più pressanti ed importanti. Infatti, quando abitava nella villa di Torre del Lago, le giornate erano dedicate alle battute lungo il lago, e solo la notte alla composizione. Scelta che aveva incontrato lo scontento degli altri (pochi) abitanti del borgo, che si lagnavano assai del pianoforte che il Maestro suonava gran parte della notte. Essendo un bell’uomo, ed un provetto dongiovanni, come si conviene ad un sincero seguace toscano di Mozart, Puccini si dedicava spesso anche ad una terza attività a Torre del Lago. Cioè alla conquista di giovani bellezze locali che, spesso, per avvicinare, assumeva per la gestione della sua villa.
UNA VISITA COMMOVENTE
La visita delle casa del Maestro è, per certi versi, addirittura commovente. È di un certo effetto, infatti, la visione di numerose foto d’epoca che segnano momenti importanti della vita e dell’opera del Maestro, come le tante lettere che lo raggiungevano presso il suo indirizzo sul lago. Allo stesso modo, lascia un segno profondo la visione del suo pianoforte. Lo strumento sul quale ha composto, di certo in ore di lavoro notturno, tante pagine toccanti ed indimenticabili della storia della musica.
Oggi è possibile anche fare il giro di tutto il lago, spesso seguendo gli stessi percorsi che Puccini faceva durante le sue battute di caccia. Torre del Lago è anche la sede di un importante festival pucciniano estivo. Noi consigliamo di seguire, se possibile, più che le rappresentazioni, le prove delle stesse. Perché, secondo chi scrive, è nelle prove che si tocca l’intima, profonda forza della musica di Puccini, nella stessa lotta che il compositore fece per affermare nel mondo la sua personalissima voce.
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