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Illuminismo, Raffaello e le donne romane nella collezione autunno-inverno degli Uffizi

Gabriele Rizza
Illuminismo, Raffaello e le donne romane nella collezione autunno-inverno degli Uffizi

Presentate le tre mostre che interesseranno anche Palazzo Pitti, si comincia col celebre “Esperimento” di Wright of Derby

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FIRENZE

La collezione autunno-inverno degli Uffizi si muove su tre piattaforme, divise fra la Galleria vasariana e Palazzo Pitti. Tre novità, che tutte novità non sono, ma che ridisegnano il profilo post estivo del museo fiorentino, uscito rafforzato e consapevole del proprio appeal pur nella bufera sanitaria che ancora scuote il pianeta.

Protagonisti del trittico di offerte sono il “Ritratto di Papa Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi”, capolavoro di Raffaello, che torna a Firenze dalle Scuderie del Quirinale dove è stato una delle star della mostra allestita per il cinquecentenario della morte dell’Urbinate; un ulteriore progetto volto a riscoprire il ruolo della donna nell’antichità romana; il celebre dipinto di Joseph Wright of Derby “Esperimento su di un uccello inserito in una pompa pneumatica” (icona dell’Illuminismo) eccezionalmente e per la prima volta in trasferta in Italia dalla National Gallery di Londra.

«Queste tre iniziative – spiega il direttore del polo degli Uffizi, Eike Schmidt – si collocano perfettamente nella filosofia espositiva degli Uffizi: la mostra sulle donne romane è infatti la decima negli ultimi anni che dedichiamo a temi femminili mentre le altre due, quella sull’epocale restauro del Leone X di Raffaello con le sue rilevanti implicazioni tecniche, e quella sul dipinto di Wright of Derby che illustra la meraviglia provocata da un esperimento, si collegano alle tematiche della ricerca e delle scienze naturali, con un approccio multidisciplinare che va a tutto vantaggio delle competenze umanistiche».

E sarà proprio quest’ultima, curata da Alessandra Griffo, la prima ad aprire i battenti il 6 ottobre (fino al 24 gennaio). Dipinto da Joseph Wright of Derby nel 1768, il quadro rivela, in questa nostra epoca segnata dalla pandemia, una imprevista attualità dal momento che la scienza e le reazioni delle persone di fronte ai nuovi confini della ricerca sono il soggetto principale sia di questo famoso quadro che arriva da Londra che della mostra che sarà allestita a Firenze.

Il ritorno di Papa Medici a Palazzo Pitti si festeggia il 27 ottobre, dopo la permanenza all’Opificio delle Pietre Dure per il restauro e la parentesi romana della scorsa primavera-estate alla grande mostra alle Scuderie del Quirinale, con un percorso curato da Marco Ciatti e dello stesso Schmidt (fino al 31 gennaio) che ne documenta il restauro, mentre le analisi scientifiche e le indagini diagnostiche hanno dimostrato una volta per tutte che il quadro è tutto di mano di Raffaello.

Infine bisognerà aspettare il 3 novembre per l’apertura agli Uffizi di “Imperatrici, matrone, liberte”, la mostra a cura di Novella Lapini (fino all’11 aprile) che pone a confronto i diversi e spesso opposti modelli caratterizzanti la rappresentazione femminile nel mondo romano, lungo un arco temporale che va dall’ascesa di Augusto alla morte di Marco Aurelio, fra sculture, epigrafi, gemme e disegni, provenienti dagli Uffizi e da altre istituzioni. —



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