Ora le serie Tv parlano di cronaca e periferie Da Alfredino al “Re”, così Sky sceglie la realtà
Zingaretti, Foglietta, De Luigi, Pesce fino al giovane Castellitto che interpreta Totti: ecco cosa vedremo sul satellite
Il pubblico sempre più esigente e al tempo stesso sempre più largo chiede di essere stupito, soprattutto dalle serie tv. Significa, precisa Nicola Maccanico, Executive vice president di Sky Italia, investire sul nostro Paese guardando alla varietà del pubblico sia sofisticato che popolare. L’impegno di Sky, da qui al 2024, è di triplicare l’investimento fino a superare la cifra, non ufficiale, di 1 miliardo di dollari. Lo sforzo economico e creativo si traduce, avverte Nils, in prodotti attenti ai fatti di cronaca, alcuni puliti dall’attualità grazie al panno pietoso della letteratura.
Così il lungo elenco di proposte si apre con “Alfredino - Una storia italiana”, inizio simbolico, tragedia radicata nell’animo del paese. Correva l’anno 1981, e la disgrazia segnò l’esordio del dolore spettacolarizzato, seguito da dirette tv mai immaginate prima, con il Presidente Pertini in bilico sul pozzo artesiano di Vermicino nel quale il povero Alfredino era caduto e nel quale troverà la morte in diretta, nonostante gli sforzi per salvarlo. Da lì il privato cedette alle telecamere e si aprì la stura all’impudicizia della curiosità morbosa. In compenso, e di questo parlerà la serie, nacque la nuova Protezione Civile che il mondo ci invidia. Franca Rampi, la mamma è interpretata da Anna Foglietta: «Sento forte la responsabilità di riscattare la figura della Rampi che con il suo impegno ha permesso che simili disgrazie non accadessero più».
La grande letteratura da cui si attinge, nel caso in questione, porta la firma di Nicola Lagioia. Il 20 ottobre esce il suo libro “La città dei vivi” che parla del caso Varani, delitto tra i più crudeli degli ultimi anni, dal quale sarà poi tratta la serie tv. Lagioia approfondisce e scava nella vita di gente normale che poi finisce in tragedia. Finisce invece in un addio la quinta stagione di “Gomorra” che chiude i battenti con Ciro l’immortale resuscitato. La spina dorsale di Sky vede i due protagonisti, Salvatore Esposito e Marco D’Amore a Riga: «Grande responsabilità chiudere questa storia in mezzo alla quale scorre la nostra vita. Il più grande successo internazionale degli ultimi anni. Per noi è un lutto». De “Il Re” con Luca Zingaretti si è già scritto molto, «un direttore di un carcere - racconta il protagonista Zingaretti - che dovrebbe solo gestire la struttura affidatagli e invece si perde e vaga come un eroe shakespeariano nel tentativo di trovare la sua strada». Da un re, all’ultimo re di Roma con la serie su Francesco Totti, “Speravo de morì prima” con Pietro Castellitto, che mostra la parte più umana del grande calciatore, quando si confronta con il tempo che passa. Tra tante sciagure si affaccia la commedia con la faccia ridente di Fabio De Luigi che si chiede perché, senza apparente motivo, viene lasciato dalla moglie e come si fa a riconquistarla. L’attore è anche co-sceneggiatore in squadra con il regista Alessandro Genovesi. “Ridatemi mia moglie” è il titolo, adattamento da un format della Bbc. Ecco il talentuoso Edoardo Pesce con “Christian” diretta da Stefano Lodovichi. Siamo nella periferia romana, un personaggio che recupera crediti per un boss vede apparire le stigmate sul suo corpo e questo dono lo porterà a fare miracoli e a cambiare strada. Tratto da un corto web collega l’aspetto mistico al fantascientifico. E mentre i fratelli D’Innocenzo, quelli di Favolacce, sono ancora in fase di scrittura cercando il limite della loro capacità di viaggiare nell’oscurità con un sorriso raccontando la vita di un cinquantenne problematico, Salmo invece, a lungo corteggiato dal direttore delle produzioni originali di Sky Italia Nils Hartmann, dopo aver rifiutato X Factor scrive il nuovo progetto Blocco 181 di cui cura la produzione musicale. È un crime ambientato nella periferia di Milano con protagonista un insegnante di boxe ex malandrino. Infine, tre serie collegate dell’antica Roma, “Domina” sull’importanza delle donne nell’impero romano con Kasia Smutniak, ”Anna” di Niccolò Ammaniti, “A casa tutti bene” serie di Gabriele Muccino e dal 9 ottobre una storia di adolescenza e di identità confusa nella serie di Luca Guadagnino “We are who we are”, che ha già spopolato negli States. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
