Italia ai Mondiali anche se perde gli spareggi? Sì, è possibile: ecco perché
Il ritiro dell’Iran dal Mondiale apre uno scenario inatteso: la FIFA dovrà riassegnare un posto e l’Italia, in base a ranking e regolamento, potrebbe rientrare anche in caso di eliminazione ai playoff
La notizia circolava da settimane come un’ipotesi, ma ora è diventata realtà: l’Iran non parteciperà ai Mondiali di calcio del 2026. La decisione, comunicata dal ministro dello Sport Ahmad Donyamali, è legata al conflitto in corso con Stati Uniti e Israele, Paesi ospitanti della rassegna iridata. Una scelta che scuote l’intero quadro delle qualificazioni e apre scenari inattesi.
Un posto vacante e una decisione che passa dalla FIFA
Con il ritiro della nazionale asiatica, si libera uno slot che la FIFA dovrà riassegnare. Il regolamento concede alla federazione mondiale un margine totale di discrezionalità: può scegliere qualsiasi soluzione ritenga opportuna per sostituire una squadra esclusa o rinunciataria. Non esistono automatismi, né obblighi di continuità geografica.
L’Italia osserva: tra playoff e possibilità alternative
Per l’Italia, impegnata a fine marzo nei playoff che decideranno l’accesso al torneo, la situazione crea un potenziale paracadute. La nazionale di Gattuso – che giocherà il primo turno degli spareggi in casa il 26 marzo alle 20,45 – non può permettersi passi falsi, consapevole che una terza assenza consecutiva dal Mondiale sarebbe un colpo durissimo per l’intero movimento. Ma l’uscita di scena dell’Iran introduce un elemento nuovo nella partita politica e sportiva che si gioca fuori dal campo.
I due scenari sul tavolo
Le ipotesi più accreditate per la riassegnazione del posto sono due:
- Criterio del ranking mondiale — In questo caso verrebbe ripescata la nazionale esclusa con la posizione più alta nella classifica FIFA. L’Italia, attualmente tredicesima, sarebbe la prima della lista.
- Criterio geografico — La FIFA potrebbe preferire mantenere invariata la distribuzione continentale, scegliendo la squadra asiatica meglio piazzata dopo l’Iran. L’Iraq sarebbe la candidata naturale, ma la federazione irachena ha già ammesso che la partecipazione potrebbe essere compromessa dalle difficoltà logistiche legate al conflitto.
Un quadro incerto, tra geopolitica e sport
La rinuncia iraniana conferma quanto il Mondiale 2026 sia influenzato da dinamiche che vanno oltre il calcio. Per l’Italia, però, il messaggio resta chiaro: il destino immediato passa dai playoff. Solo dopo, eventualmente, entreranno in gioco valutazioni e decisioni che spettano esclusivamente alla FIFA.
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