Nations League, Italia-Belgio 0-2: un’altra figuraccia Nazionale – Il commento della debacle azzurra
Belgio dominante nella serata dell’Olimpico: a segno Godts e Lukebakio. Ritorno amaro sulla panchina dell’Italia per il ct Roberto Mancini
ROMA. Da Zenica a Roma, dalla sconfitta contro la Bosnia nello spareggio mondiale al ko contro il Belgio nella prima giornata della Nations League. Il calcio italiano in sei mesi aveva promesso di cambiare pelle, anima, uomini, progetti e atteggiamento per provare a riaccendere nei tifosi quella passione azzurra calpestata in dodici anni di sconfitte e delusioni.
Invece è cambiato tutto (e pure con diversi scossoni e fuori programma) solo in apparenza: presidente della federazione, commissario tecnico, giocatori. Ma sul campo, unico e supremo giudice del football, è stato per gran parte della partita, il solito pianto di sempre, tanto che il pubblico dello stadio Olimpico alla fine del primo tempo e dopo il secondo gol subito ha fischiato la squadra. Gli unici applausi sono stati per due stelle azzurre volate via troppo presto: Franco Baresi e Sandro Mazzola.
Poche idee
Colpa di una Nazionale con poche idee, coraggio, più disperazione che vera grinta e - diciamolo con onestà intellettuale - con un livello di talento inferiore rispetto a tutte le nazionali di vertice. Ne viene fuori un match lontanissimo dalle aspettative. Soprattutto da quelle del ct Roberto Mancini, all’esordio bis sulla panchina dell’Italia dopo il burrascoso addio di tre anni fa, che alla vigilia del match contro i Diavoli rossi aveva spiegato: «L’obiettivo è giocare bene». Magari.
Il risultato, al contrario, sono le facce impaurite dei giocatori in campo (l’esordiente Romano in primis, purtroppo), pochissimi tentativi di fare gioco ed errori grossolani che hanno aperto praterie alle ripartenze del Belgio, capace nel solo primo tempo, di arrivare sette o otto volte davanti a Donnarumma. L’unico, grazie ad almeno quattro parate decisive, a raggiungere la sufficienza.
Dominio del Belgio
È in questo contesto che il Belgio, con Lukaku a mezzo servizio e De Bruyne sostituito all’inizio del secondo tempo, ha dominato gli azzurri. Il 4-3-3 di Mancini è stato, di fatto, narcotizzato dal sovrannumero creato a centrocampo preparato da van Bommel, anche lui all’esordio da commissario tecnico. Con Raskin e Tielemans a ipnotizzare la costruzione italiana per poi innescare la quattro per centro belga formata da De Ketelaere, Godts, Moreira e De Bruyne. La realizzazione plastica della sottomissione azzurra avviene al 20’ del primo tempo: Romano perde palla sulla trequarti e innesca la ripartenza ospite: palla che arriva in area a Godts che mette a sedere due difensori azzurri e batte Donnarumma. Da qui in avanti i Diavoli rossi hanno diverse occasioni per raddoppiare, ma il secondo gol arriva nella ripresa, nel momento forse meno imbarazzante della Nazionale: Barella cincischia, De Ketelaere innesca Lukebakio che s'invola in campo aperto, si accentra e batte Donnarumma con un destro angolato da appena fuori area.
A poco servono i cambi di Mancini, che manda in campo anche Frattesi, Maldini, Doumbia, Zoma e Scalvini (che nel finale si divora il gol della bandiera). Lunedì si torna in campo con la Turchia. Difficile pensare di invertire la rotta di una Nazionale, ad oggi, imbarazzante.
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