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Il nuovo mondo di Giuseppe Commisso, il presidente Viola che abbraccia i tifosi, salta con la Fiesole e fa pace con Antognoni

di Federico Lazzotti
Il nuovo mondo di Giuseppe Commisso, il presidente Viola che abbraccia i tifosi, salta con la Fiesole e fa pace con Antognoni

Il figlio di Rocco dopo il match contro il Napoli al Franchi tornerà negli Stati Uniti, ma in un mese in Italia ha cambiato la Fiorentina con le parole e i fatti

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Firenze. Il “cinque”, pardon il “five”, a tutti i giocatori prima di entrare in campo per caricarli alla Mourinho – fuori dal tunnel o dal pullman fa lo stesso; il rapporto stretto, quasi carnale, con i tifosi: abbracci, selfie e pollici alti ad ogni apparizione pubblica durante la quale ha un “moment” per tutti; gli occhi spupillati alla Schillaci a Italia’90 quando la sua Fiorentina segna, lui in piedi mentre mamma Catherine resta più composta. E poi due fermo immagini che resteranno nella storia recente della società gigliata: l’abbraccio con Giancarlo Antognoni a margine del premio Nereo Rocco a Coverciano dopo i veleni sull’assenza della leggenda viola alla festa del centenario («lui è talento, lui è eleganza, lui è lealtà. Giancarlo è la Fiorentina, Giancarlo è Firenze, è la maglia viola, ti vogliamo bene Giancarlo») e l’esultanza in campo a saltellare, insieme ai giocatori, dopo il successo, il primo in campionato, a Venezia.

Benvenuti nel nuovo mondo di Joseph (Giuseppe) Commisso, presidente della Fiorentina per tragica successione dopo la scomparsa del padre Rocco e oggi speranza viola a stelle e strisce, capace di mantenere le promesse e addirittura di annunciare nuovi investimenti.

Quella di ieri allo stadio Franchi contro il Napoli è stata l’ultima gara di “Beppe” prima del ritorno negli States previsto per oggi. Ma per chi ha scoperto l’America in Italia è già pronto un biglietto di ritorno. Qui, intanto, restano le sue parole e un mese in cui Firenze e il calcio italiano hanno scoperto un personaggio nuovo, singolare, fuori dagli schemi del football.

«La nostra responsabilità – ha detto in occasione della festa per i 100 anni Viola – adesso è proteggere questa storia straordinaria mentre continuiamo a costruire il futuro della Fiorentina per competere con ambizione, investire nel nostro settore giovanile, dare a ragazze e ragazzi italiani, l’opportunità di sognare di vestire un giorno i colori viola, rappresentare Firenze e la Toscana con dignità ovunque la Fiorentina vada e far sì che la prossima generazione erediti un club ancora più forte di quello che ci è stato dato». Passione e un filo di retorica trasformata in realismo quando c’è stato da dare il benservito a Fabio Grosso e richiamare in panchina Paolo Vanoli. Fatti e parole. Adesso Firenze aspetta anche i risultati. Meglio se made in Italy. 
 

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