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Il trionfo

MotoGp, Bagnaia su Ducati vince anche l’ultima gara a Valencia ed è campione del mondo


	Francesco Bagnaia, pilota Ducati
Francesco Bagnaia, pilota Ducati

Il pilota si è imposto sul tracciato spagnolo di “Ricardo Tormo” precedendo sul traguardo Fabio Di Giannantonio

26 novembre 2023
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ROMA. Pecco Bagnaia ha conquistato sul circuito di Valencia l'ultima gara della stagione. Con il titolo di campione del mondo già acquisito nel corso della gara per la caduta di Jorge Martin dopo i primi giri, il pilota della Ducati ufficiale si è imposto sul tracciato spagnolo di 'Ricardo Tormo' precedendo sul traguardo Fabio Di Giannantonio, secondo per 176 millesimi, e Johann Zarco, terzo a 0.360. 

Più forte di gomme e cadute

Oltre se stesso e la propria storia, prendendo a spallate paura, infortuni, gomme "avvelenate”, rimonte di rivali affamati. Ma soprattutto tenendo a freno quella sana pressione che trasforma i vincenti in autentici campioni. La “nuvola” rossa di una Ducati sempre più dominatrice assoluta, non si è dissolta dopo una sola stagione da sogno ma continua ad illuminare il cielo iridato della MotoGp. Lo sport insegna che confermarsi è sempre più difficile che vincere e Pecco Bagnaia, al suo secondo titolo consecutivo dopo il trionfo del 2022 a 50 anni dal mito Agostini, lo ha capito sulla propria pelle affidandosi al cuore, la testa, il fisico anche se malandato per arrivare fino in fondo.

Il piemontese classe '97, nel primo Mondiale con la gara doppia in ogni Gp, ha dato il meglio di sé, soprattutto a livello mentale nella seconda parte della stagione, quando Jorge 'Martinator' Martin lentamente ma inesorabilmente ha iniziato con la Pramac a “grattare” punti e assottigliando il vantaggio di Pecco.

La caduta di Barcellona

Dopo un avvio lanciatissimo con 5 vittorie e 7 podi nei primi 10 Gp (oltre a 8 piazzamenti nei primi tre nella sprint), l'annata del ducatista sterzata di colpo a Barcellona, con quella caduta rovinosa a inizio settembre che gli ha fatto vedere la morte in faccia. Colpito incidentalmente alla gamba quando era già a terra da Brad Binder, Pecco riportò molteplici contusioni ma nessuna frattura trovando la forza di rimettersi in sella nel Gp di San Marino, chiudendo terzo nella sprint race.

Dall'ospedale al podio

É questa la fotografia che sintetizza una intera stagione, condotta da Pecco al traguardo a nervi tesi e la consapevolezza della propria forza. La botta del Montmeló poteva infilarlo in un buco nero, da quel momento ha faticato di più a entrare in pista e fare il giro secco ma con il passare dei Gp Bagnaia, grazie al supporto dello staff e l'appoggio morale di due suoi capisaldi come la moglie Domizia e il suo mentore Valentino Rossi, ha ripreso quota, fiducia non dissipandola nemmeno quando Martin ha iniziato ad 'azzannare' portandosi addirittura in testa al mondiale a metà ottobre, in Indonesia. Nell'era della MotoGp solo due icone come Rossi e Marc Marquez hanno replicato il titolo iridato l'anno successivo, un dato significativo che certifica la grandezza di un centauro trovatosi stavolta nella condizione opposta rispetto alla scorsa stagione. Allora fu protagonista di una rimonta monstre su Fabio Quartararo (era a -91 a meta stagione) che sembrava impensabile, quest'anno ha invece resistito agli attacchi, mostrando lucidità e la giusta cattiveria nei momenti decisivi della stagione. Il terzo posto in Malesia davanti a Martin, al termine di un duello nei primi giri senza esclusione di colpi, è l'immagine più nitida della tenuta mentale di Pecco, che ha dato sfoggio di tutta la sua esperienza e il suo equilibrio spegnando nel finale anche la polemica sulle gomme dalle performance altalenanti. «Martin è stato fortunato, se a lui è capitato solo domenica scorsa in Qatar a noi è successo diverse volte. E in una di queste abbiamo rischiato di perdere qualcosa di più importante del Mondiale», rispose alla vigilia dell'ultimo atto ricordando il rischio corso a Barcellona quando venne sbalzato dalla sua Desmosedici. Le trappole del destino ci sono dunque per tutti, l'importante è saperle affrontare e superare senza appellarsi a dietrologie.

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