Il Tirreno

Sport

Gentiluomo al cloro e principe dei misti, l'addio di Turrini al nuoto: «Viaggio favoloso»

Andrea Masini
Gentiluomo al cloro e principe dei misti, l'addio di Turrini al nuoto: «Viaggio favoloso»

L’asso livornese, ex capitano azzurro, lascia a 34 anni: «Due Olimpiadi, tante vittorie: resterò nell’ambiente» 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni», disse anni fa, nel bel mezzo di un’intervista, Rafa Nadal. Parole e concetti che sintetizzano in maniera capillare la carriera di Federico Turrini, icona dello sport livornese, che all’età di 34 anni ha deciso di appendere ufficialmente costume, cuffia e occhialini al chiodo. «Ne è passato di tempo dalla mia prima gara, nel 1992. Un viaggio lungo 30 anni, che mi ha regalato esperienze indimenticabili, occasioni di crescita, gioie immense e dolori altrettanto forti».

Brillano gli occhi di Federico, perché dietro un atleta d’acciaio si cela un ragazzo maturo, ma al tempo stesso sensibile. E dire basta dopo trent’anni, sinceramente, non è proprio come bere un bicchier d’acqua: «Il nuoto mi ha formato come uomo – racconta il 4 volte bronzo europeo nei 400 misti (2 in vasca corta e 2 in vasca lunga) – dal bambino che va in piscina per imparare a nuotare, nel 2017 sono diventato capitano della nazionale. Un’emozione che porterò sempre con me, pari soltanto alla qualificazione per Londra 2012, la mia prima Olimpiade, che ho sempre considerato il coronamento della carriera».

Durante questo bellissimo percorso, fatto di medaglie (nazionali e internazionali) , record, vittorie ed anche delusioni, Turrini è stato accompagnato da fior di personaggi dello sport labronico, in particolare dal tecnico federale Stefano Franceschi: «Vorrei ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino in questo viaggio, la lista è infinita e non vorrei dimenticare qualcuno. Ma una menzione speciale va sicuramente alla mia famiglia, alla mia fidanzata (Chiara Masini Luccetti, pure lei ex nuotatrice e medagliata in campo internazionale) , alle società di cui ho fatto orgogliosamente parte, ai miei amici e compagni di squadra e a tutti gli allenatori che hanno dovuto sopportarmi (ride) . Grazie davvero a tutti. È stato bellissimo».

Un palmares da due partecipazioni olimpiche (Londra 2021 e Rio 2016) , 6 mondiali, 12 europee condite da 4 medaglie di bronzo nei 400 misti, 3 ori e 2 argenti ai Giochi del Mediterraneo, un bronzo universitario, 41 titoli italiani e oltre 100 medaglie in ambito assoluto. Un campione sotto ogni punto di vista, salutato nelle scorse ore – sui canali social – anche dal Comitato Olimpico Italiano e da tutti i “colleghi” di nazionale, da Federica Pellegrini a Gregorio Paltrinieri, passando per il concittadino Gabriele Detti, Fabio Scozzoli e Filippo Magnini tra i più famosi. Perché Federico Turrini non è stato soltanto un grandissimo nuotatore e un eccellente compagno di squadra, ma soprattutto un leader e un atleta capace di andare oltre i propri limiti attraverso una perseveranza esemplare: «Ora inizia una nuova parte della mia vita, ma continuerò a respirare cloro in un’altra veste, spero bella come lo è stata la prima».

Turrini, infatti, farà parte dello staff della società Livorno Acquatics al fianco di Stefano Franceschi, seguendo da vicino la categoria Ragazzi. Trent’anni di esperienza al servizio di un gruppo baciato dal talento, con diversi prospetti da far fiorire e crescere un passo alla volta. Senza fretta. Sotto gli occhi di colui che scritto pagine indelebili dello sport italiano e livornese. Grazie capitano.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La ricostruzione

Muore a Peccioli durante la Corsa dei Giganti: Giuliano Pezzini, il malore vicino alla moglie e tutti i tentativi per salvargli la vita

di Sabrina Chiellini e Gabriele Buffoni
Speciale Scuola 2030