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Via dalla serie A chi partecipa ad altri tornei Figc blinda il campionato e apre ai playoff

Il presidente Gravina a Juve e Milan: chi non esce formalmente dal progetto Superlega fuori anche dalle competizioni internazionali

27 aprile 2021
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Roma. Escluso chi partecipa ad altri tornei. La Figc non perde tempo, passa al contrattacco in modo deciso e mette tutto nero su bianco per blindare i campionati nazionali e vincolare tutte le squadre alle competizioni sotto l’egida di Uefa e Fifa evitando così fughe in avanti.

A una settimana dall’annunciato e abortito progetto della Superlega, la Figc vara la norma con cui si modifica l’articolo 16 delle norme statutarie che impedisce l’iscrizione alle competizioni nazionali per i club che parteciperanno a tornei organizzati da organismi ed enti privati non riconosciuti dalla confederazione europea e del massimo organismo calcistico mondiale.

«Chi ritiene di dover partecipare a una competizione non autorizzata da Figc, Uefa e Fifa, perde l’affiliazione», ha detto con chiarezza il presidente federale, Gabriele Gravina, al termine del Consiglio federale, il primo dopo il terremoto provocato dai 12 club europei (tra cui Juventus, Inter e Milan) che avevano aderito al progetto imploso dopo appena 48 ore.

La norma, votata all’unanimità, riguarda anche la disputa di gare e tornei amichevoli. Una presa di posizione netta che vuole essere un chiaro messaggio soprattutto ai quei club ribelli irriducibili che non sono usciti formalmente dal progetto (la Juventus e il Real Madrid, così come Milan e Barcellona).

«Chi continua a essere intransigente sarà sanzionato. Anche con l’esclusione dalle competizioni internazionali», ha spiegato ancora Gravina, tornato sulla dura posizione del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, pronto a varare sanzioni per chi non abbandona il progetto continuando a lavorare per una Superlega: «A Montreux con Ceferin ci siamo trovati subito sintonizzati, sono stato colpito dalla sua grande determinazione e volontà di coinvolgere tutte le forze politiche in campo. Il premier inglese Johnson è stato impeccabile, si è appellato ai tifosi e non alle società. E questo è un messaggio importante», ha spiegato ripercorrendo quelle lunghissime ore.

Gravina però ha spiegato come sia un errore sottovalutare quanto accaduto, ora che la miccia è stata disinnescata. «Chi ha interpretato la Superlega come un atto di semplice debolezza da parte di alcune società che vivono difficoltà economiche, sbaglia».

E ha messo su tavolo la sua idea di riforma dei campionati: «Non ci possiamo più permettere di avere la politica dei costi fuori controllo, per questo ho chiesto la possibilità dalla stagione 2021/22 di non superare l’80% dei costi rapportati al monte ricavi», ha spiegato illustrando l’aggiornamento dei criteri relativi alle licenze nazionali per poter ottenere l’iscrizione ai prossimi campionati. «Questo non significa bloccare l’economia di mercato, ma chi vuole spendere di più deve mettere a disposizione del sistema una garanzia fideiussoria», ha proseguito. Premettendo che l’istituto della sfiducia per i consiglieri federali non comporta la decadenza automatica dalla carica, quanto alla posizione dell’ad dell’Inter Beppe Marotta, Gravina ha sottolineato: «Qui c’è da fare una considerazione di tipo personale in collegamento alla Lega che lo ha votato. È stato votato ed è consigliere federale. Capisco e condivido quello che dice Marotta, ma c’è un passaggio da considerare, non possiamo pensare alla riforma essendo spettatori, riguarda ciascuno di noi e tutte le componenti devono pensare di dover fare qualche rinuncia».

Oltre alla norma anti-Superlega l’assemblea ha generato un’altra novità, il divieto della multiproprietà senza eccezioni vietando le partecipazioni plurime di controllo da parte di uno stesso soggetto in ambito professionistico «ma sono salvi i diritti acquisiti». Sono state rinnovate le cariche federali (Giuseppe Chinè resta il procuratore federale) mentre è scattata la svolta per gli stipendi dei dirigenti.

Gravina è entrato anche sulla questione del format della serie A, «che deve tenere conto della riduzione del numero delle squadre. Due anni fa ho parlato di playoff e playout, mi spiace solo di non aver centrato i tempi giusti. Non è un mistero la mia idea su playoff e playout, ora che ci sta pensando anche la Premier è diventata di moda. Spero che questo possa servire da stimolo. Ma sono temi su cui ci confronteremo nell’ambito della riforma generale». —

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