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«Lui non spiccica una parola ma lo promuoviamo lo stesso»

Grazia Longo
«Lui non spiccica una parola ma lo promuoviamo lo stesso»

Le intercettazioni degli indagati. Gli inquirenti: sudditanza psicologica 

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le carte



Più che un gruppo di docenti e manager universitari sembra la banda bassotti della truffa accademica. Le intercettazioni dei dialoghi tra i vertici dell’Università per gli stranieri di Perugia sono inequivocabili e imbarazzanti. Luis Suarez «non spiccica ’na parola» d’italiano, tanto che «abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame», non si può bocciare uno che «guadagna 10 milioni l’anno di stipendio». Domande fornite in anticipo e voto concordato prima «dell’esame farsa» inchiodano cinque persone, indagate a vario titolo per rivelazione di segreti d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Si tratta del rettore dell’università, Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, l’esaminatore Lorenzo Rocca, Stefania Spina, la professoressa incaricata di preparare Suarez per il test, e Cinzia Campagna, che aveva il compito di predisporre l’attestato di livello B1 per il centravanti uruguaiano in predicato di passare dal Barcellona alla Juventus. A parte il fatto che quest’ultima ha dovuto fare un passo indietro per la difficoltà di Suarez a ottenere la cittadinanza italiana entro il 5 ottobre, indispensabile per avere un calciatore in quota comunitaria, la società bianconera risulta estranea alle indagini. Le intercettazioni tra un dirigente dello staff juventino e il direttore generale dell’Ateneo, ai primi di settembre, non rivelano richieste o pressioni per favorire l’esame dell’uruguaiano. Quindi al momento l’ipotesi di investigatori e inquirenti è che l’università patisse una sorta di sudditanza psicologica nei confronti della Juventus e di Suarez.

Dalle carte emerge innanzitutto la preoccupazione che Suarez non passi il test. «Comunque, allora, tornando seri – dice un interlocutore all’indagata Spina – hai una grande responsabilità, perché se lo bocciate ci fanno gli attentati terroristici». Stefania Spina dice: «Ma te pare che lo bocciamo! Oggi ho chiamato Lorenzo Rocca che gli ha fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame! Oggi c’ho l’ultima lezione e me la devo preparare perché non spiccica ’na parola». L’interlocutore domanda: «E che livello dovrebbe passare questo ragazzo... B1?». E Spina: «Sì B1, B1, cittadinanza... non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glielo puoi far saltare perché non ha il B1». —

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