È un gioco da ragazzi Osimhen, Kulusevski e McKennie: che debutti
ROMA
Buona la prima, anzi ottima. Kulusevski, Osimhen, McKennie sono le novità che hanno impattato meglio nell'esordio della serie A. Il mercato è in pieno fermento (chiuderà il 5 ottobre), tanto deve ancora accadere, ma molte risposte sono state positive, come il debutto assoluto di Andrea Pirlo in panchina, quello scoppiettante di Rolando Maran al Genoa e quello interessante di Di Francesco al Cagliari. Centocinquanta milioni per i tre acquisti dimostrano che le aspettative erano tante. Kulusevski (45 milioni), dopo l'anno boom al Parma, si è confermato imprendibile, dominatore della fascia, autore del primo gol della Juve, un titolare di cui Pirlo potrà disporre in varie zona del campo.
Piu sorprendente è l'impatto di McKennie (25 milioni), lo statunitense preso a sorpresa dallo Schalke 04, che ha inciso nella gara dimostrando ottime potenzialità. La mano sicura di Pirlo si è vista anche nella scelta del giovane esterno sinistro Frabotta (proveniente dall'Under 23 bianconera), che ha ripagato la fiducia con una prestazione promettente.
Pochi minuti, ma da protagonista. Il giovane Osimhen, pagato 80 milioni, ha trasformato la partita del Napoli mostrando doti da attaccante moderno, mobile, tecnico. Con lui in campo i partenopei hanno cambiato passo dominando il Parma. Potrebbe essere l'erede di Cavani e Higuain, accanto al prolifico Mertens.
Ci sono poi alcuni giocatori maturi che hanno cambiato casacca dimostrandosi pronti. Bonaventura e Borja Valero alla Fiorentina, Pedro alla Roma, Badelj al Genoa. La solita rivoluzione di Preziosi sembra partita col piede giusto. Maran, oltre a Badelj, ha pienamente sfruttato Zappacosta (rinato dopo l'anno in infermeria nella Roma) e Pjaca (che la Juve prova a rilanciare in prestito). Entrambi hanno segnato un super gol. Promettente il ritorno a casa dopo un anno per il fiorentino Biraghi e il veronese Tupta, come il nuovo approdo in Italia, al Genoa, dell'ex empolese Zajc e, a Verona, dell'ex atalantino Tameze. Infine c'è la storia di Riviere, francese di origine martiricana, che dopo una vita spesa in chiaroscuro tra Liga, Ligue1 e Premier, è passato dal Cosenza al Crotone esordendo in serie A con un gol che ha solo mitigato il ko calabrese a Genova. —
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